Dicembre 2019

SALUTE

DA FORMAT REGALO DI NATALE ALLA CITTÀ, I VERI DATI DELLA SANITÀ

sanità

Un regalo di Natale quello che vi fa la nostra redazione: mostrarvi i dati ‘reali’ della sanità reatina.

Il Sole 24 Ore ci ha già posizionato al 100° posto per la mobilità sulle 107 province considerate. Sempre stando alla stessa fonte abbiamo una disponibilità di posti letto inferiore alla media, questo dato è anche collegato alla migrazione ospedaliera: le persone si rivolgono altrove se qui non trovano risposte.

Esaminando il sito della regione scopriamo che nel 2018 i ricoveri complessivi ( medici e chirurgici) dei cittadini della provincia di Rieti sono stati 17.323, di questi quelli effettuati presso altri ospedali ( regionali ed extra-regionali ) 8.083, facendo così registrare una mobilità passiva che supera il 46 %.

Nel dettaglio su 8000 ricoveri ordinari di pazienti reatini, 6000 sono stati effettuati a Rieti, gli altri fuori con una mobilità intra-regionale: questo tipo di migrazione del 22,4% non viene calcolata dal Sole 24 Ore,  prendendo in considerazione solo quella fuori regione.

Nel 2018, hanno fatto ricorso al day hospital  2069 persone, persino in questo caso abbiamo il dato irrisorio di sole  463  ad aver scelto Rieti, pur trattandosi di patologie a volte banali.

Ma il dato più impressionante è quello della Chirurgia: 4.885 reatini sono stati ricoverati per problemi chirurgici, ma solo 2600 a Rieti: quasi quindi la metà ha scelto altri ospedali laziali.

Pertanto si registra una mobilità passiva oltre il 45 %, non considerando nuovamente la quota dei ricoveri chirurgici presso strutture extra regionali non scorporabili dai 3991 complessivi  indicati come ricovero ordinario nei report regionali. E dove sono andati i reatini a farsi curare ed  operare? Al primo posto, facile da intuire, c’è l’Umbria, al secondo la Toscana. Come mai? Forse perché alcuni dottori che li avevano precedentemente seguiti e di cui avevano stima sono espatriati altrove? E come mai pur essendo così validi non siamo stati capaci di tenerceli stretti?

Ogni volta che qualcuno suona l’allarme per il nostro Ospedale c’è chi provvede a soffocare ogni preoccupazione, tornando a rassicurare la popolazione e dicendo che si fa del terrorismo ingiustificato, ma esaminando attentamente qualche dato più specifico se ne comprende la fondatezza.

Sapete quanti ricoveri in chirurgia si sono avuti nel 2018? 720.

Quanti sono stati quelli al  30 novembre 2019 …76!  E quanti gli operati? 66. La mobilità passiva dell’area chirurgica salirà notevolmente con un netto calo delle prestazioni (potremmo chiamarlo effetto Stipa?)

Ci domandiamo: quanto possono costare questi 66 interventi, considerando 11 medici, 1 caposala, personale del comparto, luce, gas, telefono, ecc? Il costo per un singolo ricovero sarà ‘stellare’!

Una sanità che dovrebbe combattere giornalmente quindi per uscire dal tunnel, in cui medici, infermieri e personale tutto, dovrebbero lavorare in stretta alleanza. Invece la Direzione Aziendale ha dato incarichi seguendo un criterio senza tener conto delle anzianità e dei meriti acquisiti, senza un riconoscimento di competenza, creando un clima di conflittualità ed insoddisfazione generalizzata che, ci dicono, sta per essere portata a conoscenza della magistratura, oltre che della stampa anche per mancata legittimità contrattuale.

Se c’è una strategia da mettere in atto per un rilancio di un’ospedale prezioso per la nostra zona (attualmente l’unico a disposizione considerando quanto accaduto al Grifoni di Amatrice, in una zona ad alto rischio) la si attua prevalentemente nell’acquisizione di primari che abbiano specificità di alto richiamo. In molti ricordano per questo ‘l’era Correani’.  Senza nulla togliere a quelli acquisiti, c’è bisogno di un ‘valore aggiunto’ in ognuno di loro che tenga conto delle nuove esigenze emerse: ci viene da pensare al numero consistente di coppie costrette ormai a ricorrere alla fecondazione assistita, pensate quale richiamo potrebbe esercitare sapere che all’ospedale de Lellis ci si occupa anche di questo! Oppure pensiamo all’appeal di una Radiologia interventistica, o ad una gestione anestesiologica che possa far superare gli annosi problemi del blocco operatorio.

 

Ma al di là dei pazienti che hanno già trovato accoglienza nel nostro ospedale: quanti sono quelli iscritti nelle liste d’attesa? Vorremmo saperlo anche noi. Eh sì perché con la storia del “Non c’è disponibilità attualmente, ritorni tra qualche giorno: controlleremo se c’è possibilità di inserirla oppure la richiameremo noi” i nominativi non vengono registrati nel sistema ma riportati in una lista non ufficiale, alterando gli effettivi numeri delle liste d’attesa che risultano così manipolati.

C’è un dovere di informazione che va al di là del racconto di successi e inaugurazioni, questi dati da noi elencati (e ce ne sarebbero molti altri) non sono stati comunicati né alla cittadinanza, né agli organismi interessati alla gestione della sanità (i Comuni) in barba alla trasparenza.

L’area chirurgica del nostro ospedale è scoperta, il primario di Otorinolaringoiatria se ne sta andando, il primario di urologia è già andato e in molti ci hanno confidato di avere già una valigia pronta, destinazione? Un contesto che li valorizzi e permetta loro di lavorare serenamente con tutti i mezzi e il personale necessario. Avere sale operatorie a disposizione (oppure contendersele) ed al momento opportuno essere bloccati dalla mancanza di personale di sala o dall’anestesista quando è nostro interesse farle lavorare a pieno regime, è situazione incomprensibile.  Chiamiamo nuovamente a raccolta quanti manifestano continuamente premura per il futuro della nostra Sanità, sperando vogliano scendere nuovamente in campo nel tutelare un ospedale di cui abbiamo estrema necessità.

#sanità
19-12-2019 12.05

 

 

 

 

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