Dicembre 2021

PERSONE & PERSONAGGI

CIAO TONINO

Guardiano della Memoria

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Avremmo voluto dedicarti un nuovo spazio per l’ultimo tuo libro, quel diario del lockdown a cui tenevi tanto ed eri in procinto di presentare. Invece questo è il momento dei saluti, Tonino. Te ne sei andato a 91 anni di lucidità conservata sino all’ultimo giorno. Decano dei giornalisti ma anche preziosa memoria storica cristallizzata in tante tue pubblicazioni da ‘Monelli di guerra’ a ‘La montagna di Roma’ da ‘Terminillo 1955’ a ‘La Guerra in Sabina’ passando per altri titoli fino a giungere all’ultima pubblicazione ‘Osterie, tra Bettole e Ristoranti nella Rieti del Novecento’. Lavori che avevi raccontato sempre attraverso le pagine di questa rivista che tanto apprezzavi, con dovizia di particolari, mostrandoci gli appunti di vita vissuta, il tuo immenso archivio ben catalogato di Rieti e del monte Terminillo, ricordando aneddoti, facendoci ascoltare le numerose interviste realizzate ovunque ci fosse un testimone del passato. Guardiano della memoria ma ‘con lo sguardo dritto e aperto nel futuro’; sia pure in lotta con la malattia, ritrovavi l’energia necessaria proprio nel progettare. Al tuo funerale c’erano tutti, sotto lo sguardo commosso e stupito dei tuoi familiari, per quell’onda di affetto ricevuta come contraccolpo al tuo distacco atteso, ma non per questo meno sofferto. Merito di quella tua ‘passionaccia’, come l’ha definita empaticamente il sindaco Cicchetti, per la politica, per il sociale, che non ti ha mai abbandonato sia pure emergendo in maniera diversa lungo i vari periodi dell’esistenza. Persino l’incontro con i social si era rivelato determinante per comunicare. L’età non era stata d’impaccio per te che avevi deciso di trasformare la tua pagina Facebook in una vetrina per tanti scatti fotografici interessanti raccolti durante l’attività politica cui eri stato avviato da Franco Maria Malfatti nel 1973, diventando segretario della sezione cittadina della DC per circa dieci anni, sedendo in Consiglio comunale, più volte assessore fino al 1992. “Grazie a chi ne ha condiviso gli entusiasmi e l’impegno – hanno scritto nella lettera pubblica i suoi figli - Papà era sempre in fermento. Passionale, curioso della vita, ne affrontava le sfide e le difficoltà, ne coglieva le opportunità, ne gustava la bellezza con l’atteggiamento di chi vuole capire, si lascia coinvolgere, partecipa attivamente, si espone e non sa rimanere ai margini a guardare. Si impegnava con tutte le sue forze in ogni progetto che intraprendeva. Soprattutto, non si arrendeva mai… Era figlio di un’Italia povera, molto povera di quattrini, ma ricchissima di valori e di buona volontà, per la costruzione di un avvenire migliore per sé e per le generazioni future. E di questo sentiva fortissima la responsabilità. Grazie! a chi ne ha condiviso la memoria. Papà era memoria, una formidabile memoria: era narrazione vivente di un passato amato, sofferto, custodito, affinché fosse linfa e nutrimento per il presente e il futuro, mai sterile nostalgia: lui guardava avanti, fino all’ultimo. Grazie! a chi ne ha apprezzato l’amicizia. Quanti amici! Quanto affetto! Ma grazie anche a chi stava dall’altra parte del campo e magari ne contrastata la caparbietà: papà viveva le contrapposizioni, anche quelle, sanguigne, dell’agone politico, con stima e rispetto verso chi era nello schieramento opposto, solo che fosse un antagonista leale e stesse alle regole del gioco democratico. Grazie a chi condividerà la speranza della consolazione e porterà nel cuore un suo caro ricordo”.

(da Format nov-dic 2021)

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