Marzo 2022

STORIE

CHI ERA ANITA GARIBALDI: LA DONNA CHE VISSE ACCANTO ALL'EROE DEI DUE MONDI A RIETI

storia

Anna Maria de Jesus Ribeira nacque nel 1821 a Morrinhos, in Brasile. Quando morì il padre, Anita era ancora una bambina e con la madre e i suoi nove fratelli si trasferì a Laguna. All’età di 14 anni, sposò un calzolaio, e quattro anni dopo incontrò Garibaldi, che si batteva in mare per il governo repubblicano, contro gli imperialisti brasiliani. Sul loro incontro si intrecceranno molte versioni, di cui non si saprà mai la verità. Anita aveva una personalità forte e quando Garibaldi decise di tornare in Europa, lei partì quattro mesi prima con i figli, stabilendosi dalla suocera. Ma Anita non poteva accettare il ruolo di tranquilla madre di famiglia, sapendo che il suo sposo rischiava la vita ogni giorno, lo raggiunse quando seppe che si era stabilito a Rieti, nel palazzo del marchese Colelli. Arrivò il 26 febbraio 1849 e vi rimase fino al 30 aprile. Nel palazzo, la coppia alloggiò nell’appartamento padronale, pregevolmente affrescato, Anita fu messa subito a suo agio affinché godesse delle comodità necessarie e per spostarsi le fu data una carrozza con due cavalli. Ma lei amava cavalcare, tanto che si fece adattare una sella dall’artigiano reatino Luigi Campanelli, che finito il lavoro, intestò la fattura alla “Gentile Donna Repubblicana”. Con la venuta di Anita, in un magazzino del palazzo, fu allestita una sartoria per i bisogni della truppa, furono chiamati tutti i sarti della città, con i quali Anita stabilì un buonissimo rapporto, tanto da essere chiamata con l’appellativo di “ Sora Annita”, inoltre fu realizzata anche un’infermeria, sempre al piano terra del palazzo.  Con il suo sposo, spesso si recavano nel vicino monastero di San Benedetto, intrattenendosi in conversazione con la badessa, sorseggiando rosolio e gustando  biscotti fatti dalle monache. A Rieti Anita passò il periodo più tranquillo della sua vita con Garibaldi e qui concepì il suo quinto figlio, che purtroppo non vide mai la luce, per la sua prematura scomparsa. 

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