Ottobre 2020

"C'È UN'ALTRA ITALIA" CONFCOMMERCIO LAZIO NORD

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“In questi mesi abbiamo sentito parlare troppo spesso di bar, ristoranti, negozi di abbigliamento, fiorai, banqueting e catering, cinema, alberghi, agenzie di viaggi, professionisti come “attività non necessarie” astratte, impersonali, lontane, superflue, rimandabili” – così Leonardo Tosti Presidente Confcommercio Lazio Nord - Attività non necessarie che sono state chiuse e poi riaperte per poi essere di nuovo chiuse.

Forse in questi mesi ci siamo tutti cosa c’è dietro un’attività commerciale, dietro un ristorante, dietro un bar, dietro un negozio di abbigliamento o un hotel: ci sono famiglie, ci sono sacrifici, ci sono investimenti, ci sono i propri sogni e la propria dignità, ci sono persone.

Parliamo di loro, di tutte quelle persone che sono ormai da dieci mesi in balia degli eventi, che non sanno quanto ancora resisteranno in queste condizioni, persone alle quali è stato tolto il diritto di lavorare per la salvaguardia della salute pubblica. Persone che non hanno tentennato di fronte ad un’emergenza sanitaria e che si sono fatti da parte pur nella consapevolezza di subire un danno economico.

C’è un’altra Italia alla quale viene chiesto sacrificio per il bene di tutti.

Beh, quest’ Italia non ce la fa più! Non regge più le chiusure, le incertezze, gli aiuti che sono pochi e inadeguati.

C’è un’Italia che ha subito perdite inimmaginabili e che non vede via d’uscita.

C’è il mondo della ristorazione stremato che – con Fipe- Confcommercio - scenderà  simbolicamente nelle piazze delle principali città d’Italia mercoledì prossimo per far sentire la propria voce.

C’è il mondo dello shopping congelato in una finta apertura  - e ci viene da chiedere aperti per chi, se l’invito rivolto dal nostro Governo in questo momento è quello di limitare le uscite se non strettamente necessarie – che chiede interventi immediati ed efficaci.

“Dalla data del primo Decreto di ottobre – afferma Tosti – c’è stato il totale blocco dei consumi con incassi crollati per più del 70% e conseguente ripercussione sulla filiera in tema di pianificazione dei pagamenti ai fornitori.”

C’è il comparto del turismo che ormai è costretto a proiettarsi alla prossima primavera, con danni inquantificabili che chiede misure di sostegno straordinarie e adeguate. Hotel, agenzie di viaggi, tour operators, guide turistiche vivono ormai nell’incertezza di prenotazioni che non arrivano con rischio di default di un intero settore.

Se per la sanità non è chiaramente concepibile, per il mondo dell’imprenditoria si è scelta “l’immunità di gregge”, si è scelto di lasciare che siano i più forti a salvarsi, che l’Economia faccia la sua naturale selezione.

“Siamo all’esasperazione, il mondo dell’imprenditoria non ce la fa più e se il Governo non mette le nostre imprese in sicurezza, ma quella vera, in pochi sopravviveremo, in pochi avremo ancora la forza di superare anche questa nuova ondata” – ci dice ancora Tosti.

“Il nostro appello è un grido di un’altra Italia che ha subìto più di tutti gli effetti della pandemia, un’Italia che deve essere risarcita, protetta, perché anch’essa bene comune, traino dell’intero Paese.

“Servono contributi a fondo perduto, sospensione immediata di tutte le scadenze fiscali e dei tributi, riduzione dei costi delle utenze, affitti dei locali bloccati, credito d’imposta, cassa integrazione immediata per i nostri dipendenti.

Servono azioni, certezze e servono subito”.

“Ci appelliamo infine – conclude Tosti -  a tutti gli italiani, affinché i sacrifici di tanti non siano vani, ad indossare rigorosamente le mascherine e osservare il distanziamento sociale. Il comportamento individuale fa la differenza e solo con il buon senso scongiureremo chiusure definitive di tanti negozi e potremo tornare a sperare nel futuro. Oggi più che mai è importante salvaguardare i nostri negozi di vicinato, che sono i primi a rischiare di non riaprire più, facendo lì i nostri acquisti scongiurando così la perdita definitiva del nostro tessuto territoriale”.

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