Dicembre 2017

LIBRI

POLVERI MAGICHE DI CREATIVITA'

Rino Panetti e il suo BookShow

Innovazione, magia

Come nasce l’empatia?  Dall’ascolto. Per questo non siamo voluti mancare al Bookshow di Rino Panetti, esempio straordinario di contaminazione tra mondi all’apparenza lontanissimi: la magia ed il management.

Rino (a Rieti tutti lo conosciamo anche soltanto per nome, senza per questo mancargli di rispetto) è al suo 3° libro sulle strategie da utilizzare per giungere all’innovazione e, come promesso, non si è trattato della classica presentazione di un libro, ma un’esperienza coinvolgente e interattiva, in cui i partecipanti sono stati accompagnati alla scoperta di come migliorare la propria creatività, la capacità di aprire la mente e di vedere in modo diverso. Si può farlo in poco più di 100 minuti? Sicuramente no, ma il seme è gettato.

Il pubblico presente ha scoperto così che la creatività non è soltanto un dono magico, è tecnica e disciplina. E’ possibile quindi poterla ‘esercitare’ una volta apprese le modalità per farlo. “Creatività - spiega Panetti - è mettere in contatto tutte le nostre passioni. Io ho unito quella per la scrittura, per la magia, per il management. Possiamo prendere le nostre capacità e metterle insieme, trovando così la chiave per l’originalità. Probabile che da queste contaminazioni tra mondi diversi esca fuori qualcosa di unico.”

Tra gli ospiti un’illusionista ‘speciale’, Tony Binarelli unico in Italia ad aver vinto 3 mondiali per tre volte consecutive. Una persona particolarmente adatta all’argomento considerando che per ottenere tali risultati ha dovuto impegnarsi totalmente per un’esibizione di massimo 10 minuti: tale è il tempo messo a disposizione per essere giudicato ad una competizione di quel livello.

Un ‘asso nella manica’ per Rino che riconosce a Tony un lato umano importante e la capacità di continuare ad accettare sfide e mettersi in gioco comunque. Dov’è la sua forza? L’elemento importante nei suoi successi? Riuscire a realizzare esibizioni originali guardandosi da un angolo diverso dal comune, alzando la visuale ed entrando così nella quinta dimensione.

Ci porta per mano Rino mostrando ai presenti l’immagine della Statua della Libertà e chiedendoci di associarle delle parole in modo spontaneo. Ci dimostra che abbiamo usato una concatenazione logica, quella del pensiero convergente (New York, sogno, spazio, immigrazione…). “Da creativi invece dobbiamo attivare l’emisfero destro del cervello, abbassare le barriere associative e porci in una nuova visuale, cambiando la prospettiva.” Ed ecco che tutto ha un senso nuovo, immaginando di essere la fiaccola o il piccione che si posa sulla statua… liberi dai lacci torniamo di nuovo in gioco. Una rivelazione ci gela: “Un bambino dai 6 ai 14 anni dimezza il potenziale creativo”. Non basta quindi ‘liberarci’ (torneremmo semplicemente al punto di partenza!) occorre andare oltre raggiungendo il pensiero laterale stimolato dal movimento e dalla provocazione. Dobbiamo fare cose ‘innaturali’ che ci portino fuori dalla consuetudine: l’umorismo e la giocosità aiutano la creatività. Il creativo ha tutta un’altra natura rispetto ad un razionale.

Ed ecco che saltano agli occhi gli errori più comuni, le tre regole che fatichiamo a mettere in pratica 1 – Non giudicate; 2 - Ascoltate; 3 - Fate evolvere le idee (soprattutto non stronchiamole sul nascere, nostra consuetudine ormai!). Il maggior nemico è il giudizio, che dovremmo tener sospeso per connetterci ad un futuro emergente e permetterne la visione abbandonando gli schemi rivelatisi giusti in un passato recente.

Cristina Simone, docente universitaria della Sapienza, ha sottolineato il carattere innovativo del libro di Panetti, che connette le nuove metodologie di approccio per affrontare la complessità del mondo che cambia, difficilmente prevedibili con gli strumenti cognitivi del passato. “Ci aiuta a proiettarci in avanti anziché guardare la Storia con lo specchietto retrovisore. Oggi ci sono panorami molto più complessi con scenari non definiti, reazioni non lineari ambiguità. La strumentazione cognitiva manifesterebbe tutte le sue debolezze, ecco quindi che occorre innovazione continua, creatività, pensiero divergente, un approccio complesso intersettoriale.” Uno strumento imprescindibile, lo ha definito, a livello politico e manageriale. Aggiungiamo: utilissimo a tutti, soprattutto ai ragazzi ospiti alla presentazione. La prof. Santarelli dirigente scolastica, ha colto l’occasione per permettere di assistervi due classi dello Scientifico e del Classico.

L’ultima raccomandazione Rino l’ha fatta prima di lasciarci andare “Dopo un corso, un incontro stimolante, la mente si prepara all’intuizione nei dieci minuti che seguono: qual è invece la cosa che istintivamente ci viene da fare? Prendere in mano il telefono e tornare immediatamente alla realtà.

Con un semplice smartphone noi uccidiamo l’intuizione!”

“Theory U, learning organizations e design thinking. Strategie strumenti e tecniche per l’innovazione profonda”
Obiettivo: mettere a disposizione dei lettori un libro pratico, stimolante, utile, coinvolgente. Trasformare la percezione, trasformare la volontà, trasformare l’azione.

 

Stefania Santoprete

 

 

 

 

 

 

 

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