Febbraio 2020

'ANGELO NERO': TUTTO IL RACCONTO SUI LUOGHI E LE MODALITÀ DI SPACCIO

Le telecamere puntate sui luoghi del centro storico in cui una presenza  degli agenti sarebbe stata difficile da celare: è quanto è stato mostrato in video durante la conferenza stampa svoltasi in Questura.  Si osservano in vari momenti della giornata e da varie angolazioni contatti e scambi. Gli spacciatori operavano nei pressi di Porta Conca, presso la stazione ferroviaria, a piazza Mazzini, nel parco di via Liberato di Benedetto e in tutto il centro storico. Preziose, in alcuni casi le segnalazioni dei cittadini e dei commercianti stessi. Una complessa attività di investigazione iniziata nell’ottobre del 2018 partita dal sequestro di poche dosi dopo attività di osservazione e di pedinamento di un assuntore di sostanze stupefacente sorpreso dopo essersi rifornito di eroina presso un’abitazione nei pressi del Tribunale. Poco prima aveva contattato un cellulare, memorizzato con il nome di ‘Angelo Nero 2’, lo stesso chiamato almeno una volta al giorno in precedenza. Così gli agenti hanno iniziato a monitorare le numerose utenze telefoniche che chiamavano lo spacciatore ‘Angelo Nero 2’ intrecciando rapporti tra spacciatori, tutti nigeriani e un camerunense, residenti a Rieti , e i loro clienti. Durante queste intercettazioni si notava che spesso le persone coinvolte allertavano le altre sull’eventuale presenza di forze di Polizia.

“Il pericolo per Rieti era determinato da grandi numeri – ha specificato il questore, dottoressa Di Lorenzo  - parliamo mensilmente di circa 300 dosi di cocaina, oltre mille dosi di eroina e oltre 10mila dosi di marijuana, quest’ultima destinata a un’utenza giovane, anche minorenne.  Aspetto al quale sono molto sensibile, visto che un compito che mi sono data è quello di tutelare i ragazzi dalle sirene negative che arrivano da tanti angoli oscuri. Non vedo incrinata la sicurezza della città, siamo vigili come abbiamo testimoniato con questa operazione.”

Il Capo della squadra Mobile, dottoressa Maiali ha chiarito alcuni aspetti della compravendita e del trasporto delle sostanze “Ognuno utilizzava più utenze telefoniche, schede intestate a stranieri non censiti quindi difficilmente individuabili. Modus operandi: per il rifornimento utilizzavano, tipico della criminalità nigeriani, giovani corrieri connazionali, pagati 50/100 euro per viaggio, per trasportare sui pulmann della linea Roma – Rieti, sostanza sul mercato locale. Fra questi c’erano anche giovani donne: nascondevano sostanze in borse da passeggio, sacchetti della spesa o fra indumenti indossati.  Per l’eroina venivano utilizzati corrieri-ovulatori che nascondevano gli ovuli nel retto.  Parole in gergo per indicare tipologia e quantitativo: livello, pantalone lungo o corto (marijuana), sigaro (hashish), bianca, latte, scarpa bianca (cocaina), carne, scarpa nera (eroina). In corso d’opera sono stati arrestati diversi corrieri, fuori dalla provincia per non allertare sull’attività d’indagine. Fondamentale la collaborazione degli agenti della Polizia di Stato del Commissariato romano di “Porta Pia”, competente per il luogo di partenza dei corrieri, ovvero la Stazione Tiburtina.

Inoltre sono stati notificati 3 sequestri preventivi nei confronti gestori 3 locali, un bar e 2 negozi alimentari etnici presenti in città;  erano luoghi sicuri di scambio e custodia della sostanza stupefacente. Un bar sito in viale Matteucci e due negozi specializzati nella vendita di generi alimentari tipici africani, siti in via Pennina e in via Terenzio Varrone. 

Gli arrestati sono stati accompagnati presso le case circondariali delle province dove sono avvenute le catture, mentre le due donne arrestate a Rieti sono state accompagnate presso la casa circondariale romana di “Rebibbia”, a disposizione della Procura della Repubblica di Rieti.

11_02_20

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