Febbraio 2023

L'editoriale di Stefania Santoprete

Amor proprio

“L’amor che move il sole e l’altre stelle” verrà celebrato nel giorno consacrato a San Valentino. In questa epoca in cui tutto viene etichettato, commercializzato e monetizzato anche i sentimenti debbono essere ricordati ed evidenziati sul calendario. L’amore per la mamma, per il papà, per i nonni e, ovviamente, il nostro partner.

Se dicessimo che queste ricorrenze ci disturbano scateneremmo tutti gli operatori del settore florovivaistico, il comparto alberghiero e della ristorazione, le beauty farm, i gioiellieri e negozianti in genere, quindi ben venga tutto ciò che ha il potere di smuovere la nostra economia e viviamolo come un fatto di costume, a noi caro particolarmente considerando la ‘vicinanza’ con questo Santo, Protettore degli innamorati. Ma la festa dell’amore, speriamo ormai declinabile in ogni propria scelta personale, potrebbe essere invece occasione per riflettere su quanto affermare di amare possa oggi costituire un alibi per comportamenti che con questo sentimento hanno poco a che fare. Sono innumerevoli i casi di violenza di cui le cronache ci parlano, spesso partono dall’età dell’adolescenza.

La gelosia, il possesso, il controllo, sono a volte  scambiati per una prova d’amore di cui si ha quasi bisogno in una società in cui tutti sono utili ma nessuno è necessario. Si scambia l’amore per il controllo dell’altro. Sentirlo ‘sul collo’, sapere che non può stare senza di noi, discutere per una telefonata ricevuta, per una chat di troppo, per un’uscita non preventivata, si vive inizialmente con compiacimento, fin quando però tali attenzioni non arrivano a violare spazi o a limitare la propria libertà, svilendo qualsiasi desiderio personale.

Aspetti che inizialmente possono essere sottovalutati ma che a lungo andare stringono in una morsa a cui diventa difficile sottrarsi senza scatenare una reazione che, in alcuni casi, è dominata dalla rabbia e si trasforma in relazione tossica. Il compiacimento diventa allora fastidio, le attenzioni sgradevoli, la pazienza vira verso la intolleranza, e scatta la voglia di sottrarsi a quell’affetto che esclude il resto del mondo, amici, familiari, diventando totalizzante ed azzerando qualsiasi altra relazione sociale.

A volte è persino difficile da riconoscere standoci dentro, ma una relazione che rende infelici, frustrati, confusi, in perenne allerta, è una relazione tossica. L’amore dà energia, illumina, migliora la nostra vita, non la spegne. L’amore non vive nell’ombra, non si nasconde, non trama, è limpido, cristallino e, prima che nelle buone intenzioni, si manifesta con i gesti, con la considerazione dell’altro, fortificandolo con il rispetto per le sue aspirazioni, per la sua unicità, tifando per i suoi successi. Ci sono stati anni in cui, adolescenti, eravamo contagiati dalla voglia di conoscenza e scambiavamo libri che ci aiutassero a comprendere meglio ciò che iniziavamo a sperimentare, un’intera generazione credo abbia consumato le pagine di libri come ‘L’arte di amare’ di Erich Fromm.

“L’amore maturo è unione a condizione di preservare la propria integrità, la propria individualità. L’amore è un potere attivo dell’uomo che annulla le pareti che lo separano dai suoi simili, che gli fa superare il senso d’isolamento e solitudine, e tuttavia gli permette di essere se stesso e di conservare la propria integrità.

Sembra un paradosso, ma nell’amore due esseri diventano uno, e tuttavia restano due.” Siamo stati fortunati, abbiamo anche avuto il tempo di affrontare questi temi, di scoprire che “amare è un’arte e come tutte le arti può essere imparata e richiede un percorso di apprendimento, non è una capacità istintiva e innata, ma richiede un lavoro su di sé, saggezza, umiltà e coraggio”. Rivedere quel libro, sfogliarne le pagine, imbattermi nelle sottolineature fatte all’epoca mi permette di incontrare la me stessa di allora e di rincorrerne i pensieri… vi auguro di poterne condividere il piacere. Di incontrare chi vi ‘educhi’ all’amore in famiglia, a scuola, nei luoghi di fede, maestri preziosi e sempre più rari, per poi sperimentarlo nella vita e celebrarlo. A prescindere dai San Valentino segnati su un calendario.

(da Format gen-feb '23)

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