Agosto 2020

TERREMOTO

AMATRICE, I RINTOCCHI DELLA CAMPANA PARLANO

terremoto

(di SimoVu) E così è arrivato questo quarto anniversario del terremoto che nel 2016 ha colpito il Centro Italia. Amatrice con altri piccoli borghi tra Lazio ed Umbria ha pagato il prezzo più alto, la distruzione completa del nucleo abitativo e di una comunità intera. E come da quattro anni si rinnova la commemorazione e il momento di raccoglimento per ricordare quanti in quella tragica notte hanno perso la vita. Si è svolta stanotte la veglia, senza fiaccolata, causa Covid19 ma ugualmente sentita con una comunità stretta a sè stessa nell'ascoltare tutti i rintocchi di campana, uno per ogni persona deceduta. Oggi sarà il giorno della Santa Messa con la partecipazione delle autorità più importanti a livello regionale e centrale. Di nuovo Conte, in quanto Presidente del Consiglio, porterà alla comunità amatriciana il saluto dell'Italia intera. Diverso il volto del Commissario per la Ricostruzione che ha ereditato il lavoro svolto dal predecessore Farabollini. Troppi forse se ne sono avvicendati in questi anni portando ben pochi risultati. Solo di pochi giorni fa le notizie inerenti l'introduzione di normative che permettono una ricostruzione più agevole e snella sotto il profilo delle procedure amministrative da espletare. Forse non basta. Anzi non basta sicuramente. Non basta un giorno l'anno in cui si ricorda qualcosa di tragico avvenuto per mano sì della natura ma poi non risolto dall'uomo. Occorre ricordare ma anche guardare ad un futuro prossimo e lontano che per ora non appare molto sereno. Quei rintocchi sono lì a ricordare la tragedia avvenuta ma anche per ricordare che molto deve essere ancora fatto per non far sì che ogni anno la commemorazione appaia uguale a quella antecedente e quella antecedente a quella prima ancora. Il monito affinchè vi possa essere una rinascita è e deve essere una chiamata per la politica perchè se le cose vogliono essere fatte si fanno, vedasi Ponte di Genova. Amatrice è lì nelle persone che idealmente hanno sfilato stanotte ma è lì anche la cicatrice poco curata di una ricostruzione ancora lungi dal partire a pieno regime. Occorre necessariamente la speranza di una svolta che negli occhi degli abitanti di Amatrice appare evidente ma che rischia di naufragare nel mare della politica e della burocrazia. Quei rintocchi ricordano ogni anno ciò che è avvenuto e ciò che deve ancora avvenire.

24 agosto 2020

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