Marzo 2019

REGISTRO DI CLASSE

ALBERGHIERO AMATRICE, SALE LA PROTESTA PER IL RIENTRO

ricostruzione

Le dichiarazioni festanti del Sindaco di Amatrice Filippo Palombini non hanno riscosso il successo plebiscitario augurato instaurando, il dubbio, che riportare l’alberghiero di Amatrice, ad Amatrice, non fosse la mossa giusta.

Alcuni hanno infatti apostrofato l’iniziativa come priva di vantaggi, a livello economico, per traslocare i ragazzi in una struttura alla fine dell’anno scolastico, vista la scarsità di lezioni rimanenti.

Il dubbio sollevato soggiace poi sulle attività extradidattiche cui sono destinati giovani uomini, tra i 17 e i 18 anni, circondati da un indotto esterno privo di stimoli: “Non ci sono appositi spazi aggregativi, non ci sono cinema (è forse pronto il tendone?) né tanto meno teatri, non ci sono nemmeno percorsi per strade o sentieri sicuri raggiungibili e percorribili a piedi dai vari siti abitativi” il commento.

Unitamente alle difficoltà legate al trasloco, si aggiunge la preoccupazione dei genitori dei ragazzi coinvolti nel ritorno in madre patria per una serie di perplessità espresse questa mattina e poi tradotte in questa lettera

 “Siamo indignati, delusi, come al solito le promesse degli amministratori locali sono state disattese. Nell’incontro del 4 dicembre 2018, ad Amatrice – scrivono ancora –  il sindaco aveva promesso un incontro entro il 15 gennaio per vedere lo stato di fatto dei lavori e decidere INSIEME il futuro. Ciò non è avvenuto; è accaduto il contrario, per una mera operazione politica ed economica, a cui NOI non possiamo sottostare. Il diritto allo studio e la formazione sono stati dimenticati. I nostri figli cambieranno docenti in quanto quest’ultimi si troverebbero costretti a non poter proseguire l’incarico perché impegnati in altre sedi con orari stabiliti e concordati ad inizio anno scolastico, con una conseguente interruzione  della continuità didattica requisito peraltro indispensabile per i ragazzi con disabilità (Legge 104 art. 3 comma 3 e DSA) Tutto questo a meno di 40 giorni dall’esame. Non lo possiamo accettare. È per quanto esposto che non siamo presenti oggi ed è nostra intenzione contrastare questa ottusa decisione unilaterale, con ogni mezzo a nostra disposizione. Ci teniamo a ribadire che vogliamo che l’istituto torni ad Amatrice, ma nel rispetto delle garanzie e della continuità didattica. L’istituto alberghiero e la città di Amatrice meritano un rispetto maggiore”.

 

Gravano nebbie, dunque, sul rientro in sede.

 

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