Si va in scena! I detenuti della Casa circondariale protagonisti di uno spettacolo teatrale

28/11/2024 | Eventi, Notizie in evidenza

teatro rigodon corso teatrale nella Casa Circondariale di Rieti

35 persone di età compresa tra i 22 e i 65 anni,  della Casa Circondariale di Rieti, hanno preso parte  al corso di teatro del Teatro Rigodon diretto da Alessandro Cavoli per il progetto “Comiche e Cosmo una metafora dell’esistenza” nato in seguito al bando della Regione Lazio “Officine di Teatro Sociale”, traendo ispirazione da “Le Cosmicomiche”, libro di Italo Calvino uscito nel 1965. Oggi si andrà in scena, a porte chiuse, con lo spettacolo dal titolo “Distanze siderali”

Attraverso il teatro, si offre ai detenuti del Nuovo Complesso di Rieti l’opportunità di riconnettersi con se stessi e con la società. Attraverso laboratori di drammaturgia collettiva e recitazione, scenografia e musica, i
detenuti potranno sviluppare le proprie capacità creative e artistiche, acquisendo competenze spendibili nel mondo del lavoro. Il progetto si distingue per l’approccio integrato, che unisce l’arte alla formazione professionale, e per la stretta collaborazione con realtà territoriali esterne, creando un ponte tra il carcere e la comunità. Unendo le diverse discipline artistiche, il progetto offre un’opportunità unica per sperimentare la creazione teatrale a 360 gradi. Di fondamentale importanza la collaborazione con il laboratorio, interno alla casa circondariale, Libera Espressione condotto dalla Dott.ssa Eleonora Iampieri, attraverso il quale si è potuto sviluppare un ulteriore approfondimento sulle tematiche scelte per la rappresentazione.
Dalla scrittura alla messa in scena, i partecipanti saranno guidati da professionisti di alto livello: Desirée Proietti Lupi e la Prof.ssa Barbara Clementini per la drammaturgia collettiva e la recitazione, gli scenografi Arianna Scappa ed Emanuele Mancini per la creazione degli spazi scenici, e il musicista Andrea di Pierro per il laboratorio di total percussion. L’obiettivo è quello di favorire il reinserimento sociale dei detenuti, offrendo loro gli strumenti necessari per ricostruire un futuro che vede il teatro come un potente strumento di cambiamento e la possibilità di diventare parte di una comunità creativa per ritrovare un senso di appartenenza.
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