“PNRR: Piano Nazionale Radici e Rampicanti”. È il titolo, volutamente ironico, della segnalazione arrivata in redazione sulle condizioni di alcune caditoie stradali di via dei Tigli, a Città Giardino.
La segnalazione punta l’attenzione sulla presenza di terriccio, foglie e vegetazione spontanea che, in alcuni punti, hanno finito per ricoprire le griglie di raccolta dell’acqua.
Un problema di manutenzione ordinaria che i cittadini stanno segnalando spesso in questi giorni, proprio in un quartiere interessato da interventi di riqualificazione legati al PNRR. Il tema posto dalla segnalazione è quindi molto concreto: dopo gli interventi, chi si occupa della manutenzione e con quale frequenza vengono effettuate le operazioni di pulizia delle caditoie?
Nelle fotografie inviate alla redazione si vedono alcuni punti nei quali la vegetazione è cresciuta attorno e sopra le griglie, mentre terriccio e foglie si sono accumulati nelle aperture.
“C’erano una volta i fondi del PNRR – scrive Fabio – Fiumi di parole capaci di trasformare un normale quartiere come Città Giardino in una sorta di Manhattan del centro Italia, un modello di rigenerazione urbana destinato a essere studiato nelle università. Almeno sulla carta. Perché poi, come spesso accade, alla propaganda è seguita la prova dei fatti.
A pochi mesi dagli entusiastici proclami dell’amministrazione comunale, il quartiere “riqualificato” presenta un quadro che definire trascurato sarebbe un esercizio di ottimismo. Basta una semplice passeggiata su Via dei Tigli per imbattersi in caditoie stradali completamente ostruite da terriccio, foglie accumulate e vegetazione spontanea che ha deciso di stabilirsi lì in modo permanente. Probabilmente si tratta di una nuova visione urbanistica che ha preso fin troppo alla lettera il nome del quartiere “Città Giardino” oppure è un tentativo per compensare il triste panorama della palme secche in via degli Olivi. Dove alcuni vedono tombini intasati, l’amministrazione potrebbe vedere innovativi ecosistemi a chilometro zero. Dove i cittadini temono allagamenti, qualcuno potrebbe scorgere un interessante progetto di rinaturalizzazione urbana.
Nei mesi scorsi si parlava di riqualificazione, decoro, manutenzione e valorizzazione degli spazi pubblici. Oggi, invece, le immagini raccontano una storia diversa: quella di un quartiere che sembra essere stato inaugurato e poi rapidamente dimenticato. Eppure la manutenzione ordinaria rappresenta il vero banco di prova di qualsiasi intervento pubblico. Realizzare opere, rifare marciapiedi o installare nuovi arredi urbani può essere relativamente semplice. Più difficile è garantire che tutto venga mantenuto in condizioni decorose nel tempo.
I cittadini, nel frattempo, osservano basiti e incrociano le dita, sperando che non piova troppo. E mentre la vegetazione conquista tombini e caditoie, prende forma l’ennesimo prodigio amministrativo: trasformare in pochi mesi una “vetrina del PNRR” in un monumento all’abbandono.”



