Ultima proiezione per Naza, 24 voci nel buio: il documentario sull’intelligence israeliana

30/09/2026 | Eventi, Notizie in evidenza

Ventiquattro persone. Nessun volto riconoscibile. Solo voci, nella notte, sui tetti di Tel Aviv.

È da qui che parte “NAZA”, il documentario diretto dagli israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor, arrivato nelle sale italiane dopo essere stato premiato con il Premio Speciale della Giuria alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il film dura 80 minuti ed è prodotto da The Guardian e JW Films.

Le 24 testimonianze sono quelle, raccolte in forma anonima, di militari e operatori dell’intelligence israeliana. Le loro voci ricostruiscono dall’interno sistemi di sorveglianza e di individuazione degli obiettivi utilizzati nella guerra a Gaza, compreso il ricorso a strumenti basati sull’intelligenza artificiale.

Il titolo stesso del film nasce da un termine utilizzato nell’apparato dell’intelligence israeliana per indicare il numero di civili che si prevede possano essere uccisi durante un attacco aereo.

“NAZA” non nasce però soltanto per il cinema. Il documentario porta sullo schermo un lavoro giornalistico sviluppato negli anni precedenti da The Guardian insieme a +972 Magazine e Local Call. Alcune delle rivelazioni alla base del film erano infatti già state pubblicate dalle tre testate a partire dal 2023.

A guidare il progetto sono due giornalisti e registi israeliani già conosciuti a livello internazionale: due dei quattro registi di “No Other Land”, il documentario che nel 2025 ha vinto l’Oscar come miglior documentario.

La scelta delle immagini è parte integrante del racconto. Tel Aviv appare quasi soltanto di notte, mentre le testimonianze arrivano dal buio. Non ci sono le immagini spettacolari della guerra, ma persone che raccontano il funzionamento dei sistemi attraverso i quali, secondo le loro testimonianze, vengono individuati gli obiettivi e condotte le operazioni.

In una delle interviste realizzate durante la presentazione del film a Venezia, i registi hanno spiegato di aver raccolto le testimonianze di 24 persone che hanno lavorato all’interno di questi sistemi. Alcuni degli intervistati si descrivono come semplici “ingranaggi” di una macchina più grande.

Il documentario mette così al centro non soltanto le decisioni finali, ma anche la catena di passaggi, tecnologie e responsabilità che precede un attacco.

A Venezia il film ha ricevuto il Premio Speciale della Giuria. La proiezione è stata accompagnata da una lunga standing ovation, mentre in Israele il documentario ha provocato forti reazioni e polemiche.

“NAZA” è arrivato per soli tre giorni a  Rieti. Il Multisala Moderno lo ha inserito nella programmazione della Sala 4, da 110 posti. L’ultima proiezione è prevista oggi, 30 settembre, alle 19.30.

Un film che non chiede soltanto di guardare ciò che accade sullo schermo, ma di ascoltare. Ventiquattro voci senza volto, registrate nel buio di Tel Aviv, provano a raccontare dall’interno una macchina tecnologica e militare e le conseguenze delle sue decisioni.

E forse è proprio quel buio a rendere ancora più difficile distogliere lo sguardo.

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Format Rieti Settembre-Ottobre 2026

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