È in corso dalle 10 di questa mattina, davanti alla Prefettura di Rieti in piazza Cesare Battisti, la protesta dei medici aderenti allo sciopero nazionale proclamato dal Sindacato Medici Italiani. La mobilitazione, iniziata oggi, martedì 15 settembre, proseguirà anche domani e riguarda la medicina generale convenzionata e, più in generale, diversi ambiti della medicina territoriale.
A Rieti, però, sono in pochi ad aver trovato il coraggio di scendere in piazza e metterci la faccia per sostenere la protesta e le rivendicazioni del sindacato.
La protesta nasce soprattutto dal nuovo accordo nazionale sulle Case della Comunità, firmato a giugno. Tra i punti contestati dallo SMI c’è il cosiddetto “debito orario”, ovvero l’obbligo per i medici di famiglia di svolgere ore aggiuntive nelle Case di Comunità. Il sindacato chiede inoltre il superamento del Ruolo Unico, un doppio canale di accesso alla professione con adesione volontaria alla dipendenza e una scuola di specializzazione universitaria per la medicina generale.
Tra le altre richieste ci sono il rilancio della Medicina dei Servizi, il rafforzamento degli organici del 118 e maggiori tutele per i medici, in particolare per maternità e infortuni.
Lo sciopero coinvolge i medici di medicina generale convenzionata, quelli del Ruolo Unico ad attività oraria, dell’emergenza sanitaria territoriale e dei servizi. Restano comunque garantite le prestazioni indispensabili previste dagli accordi, comprese quelle domiciliari rivolte ai pazienti che ne hanno necessità.
La mobilitazione proseguirà per tutta la giornata di domani, mercoledì 16 settembre.
Foto di R.Tofani



