“Quando la competizione supera il senso di comunità”: delusione per la mancata iniziativa delle Ferrari

1/09/2026 | Attualità, Notizie in evidenza

C’era grande attesa per l’iniziativa che avrebbe dovuto animare il centro storico di Rieti nel pomeriggio di domenica 30 agosto, nell’ambito della XV edizione della Fiera Mondiale Campionaria del Peperoncino. Un appuntamento originale e particolarmente atteso dagli appassionati di motori, che avrebbe visto protagoniste alcune Ferrari GT 296 da competizione e piloti professionisti.

L’evento, organizzato dalla Scuderia Automobilistica Internazionale “Best Lap” in collaborazione con Club Autostoriche Rieti, Fiera Mondiale Campionaria del Peperoncino e Associazione Santa Barbara nel Mondo, prevedeva un tour nel centro storico con partenza da via Cintia, davanti alla statua di San Francesco. I partecipanti avrebbero avuto la possibilità di salire a bordo delle vetture, soprattutto nel segno dell’inclusione,  indossando l’abbigliamento da gara, per vivere da vicino l’esperienza di un giro al fianco di un pilota professionista.

La mancata realizzazione dell’appuntamento ha lasciato quindi una certa delusione tra quanti attendevano di vedere le fiammanti Ferrari attraversare il cuore della città bene espressa dalla consigliera Angela Di Marco : “Abbiamo appreso con grande amarezza che agli organizzatori di Rieti Motori Piccanti è stata comunicata la presenza di un esposto che ha portato, di fatto, all’impossibilità di svolgere un’iniziativa pensata per regalare una giornata di emozioni, felicità e inclusione a ragazzi e persone più fragili. Siamo rimasti basiti.

Non vogliamo entrare nel merito di chi abbia presentato l’esposto, perché non abbiamo ricevuto informazioni ufficiali che ci consentano di attribuirne la responsabilità. Ma non possiamo nascondere la nostra profonda amarezza per le conseguenze che questa vicenda sta avendo.
Pensiamo soprattutto alle tante associazioni che avevano aderito all’iniziativa e che avrebbero portato i loro ragazzi a vivere un’esperienza speciale: il rumore dei motori, l’adrenalina, il brivido, la gioia di sentirsi protagonisti. Un momento di sport, emozione e inclusione.
Nel mondo dello sport motoristico dovrebbero vivere prima di tutto lealtà, correttezza, rispetto e fair play. Valori che dovrebbero unirci, soprattutto quando l’obiettivo è fare qualcosa di bello per chi vive quotidianamente una condizione di fragilità.
Ed è proprio pensando a quei ragazzi che facciamo fatica a comprendere.
Perché impedire un momento di felicità a chi avrebbe avuto semplicemente il diritto di viverlo?
A volte mi chiedo se la fragilità più difficile da riconoscere non sia quella di chi ha bisogno di aiuto, ma quella di chi non riesce a mettere da parte le proprie contrapposizioni nemmeno davanti al sorriso di un ragazzo.
Noi continueremo a credere nello sport come strumento di inclusione, solidarietà e aggregazione.
Perché il vero valore di una competizione non si misura solo da chi arriva primo.

Si misura da quanto siamo capaci di non lasciare indietro nessuno”.

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