Museo Diffuso e Ratto delle Sabine, Avetti chiede chiarimenti in Consiglio: “Dove è finito il dipinto annunciato?” L’assessore risponde

29/07/2026 | Notizie in evidenza, Politica

Consigliera Emiliana Avetti

È stata al centro del dibattito in Consiglio comunale l’interrogazione presentata dal consigliere Avetti (PD Progressisti) sulla gestione delle attività culturali, sul progetto del “Museo Diffuso” e sulle criticità organizzative legate ad alcuni eventi recenti.

Tra i punti principali sollevati dall’opposizione  quello relativo al “Ratto delle Sabine” di Pietro da Cortona, il capolavoro del 1630 richiesto in prestito ai Musei Capitolini di Roma, una delle istituzioni museali più importanti al mondo. L’opera era stata annunciata dall’Amministrazione come un appuntamento di grande rilievo per la città: “un capolavoro assoluto” destinato ad arrivare eccezionalmente a Rieti e a rimanere esposto per quasi dieci mesi, con l’obiettivo dichiarato di creare un nuovo attrattore culturale e dimostrare come anche una realtà di provincia potesse diventare protagonista.

Nell’interrogazione Avetti ha chiesto spiegazioni sul motivo per cui, nonostante l’annuncio e la grande attesa legata all’esposizione, il dipinto non fosse ancora stato presentato al pubblico, anche in relazione alla concomitanza con lo spettacolo di danza dedicato allo stesso mito che aveva visto protagonista Susanna Salvi.

L’assessore ha risposto spiegando che si sono verificate alcune criticità e ritardi organizzativi, ma ha assicurato che l’opera sarà finalmente esposta nella Sala degli Specchi a partire dalla metà di settembre, dove resterà per circa dieci mesi.

L’interrogazione ha poi riguardato l’affidamento ad Archeoares dei servizi del circuito del “Museo Diffuso”, che comprende le sezioni museali, la biblioteca e l’Oratorio di San Pietro Martire. Avetti ha chiesto dati su visitatori, biglietti venduti, incassi, ricadute economiche e costi dell’affidamento, chiedendo conto dei risultati concreti della scelta di esternalizzare la gestione.

Sul punto l’assessore ha riferito che i biglietti venduti sono in linea con quelli dello scorso anno, sottolineando però che il valore aggiunto del lavoro di Archeoares potrà essere valutato nel tempo, quando la società avrà la disponibilità dell’intero circuito culturale previsto dal progetto e potrà sviluppare una programmazione più ampia.

Infine, chiarimenti anche sul concerto “Rieti incontra Vienna”, inserito nel cartellone di “L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026”. L’evento, inizialmente pubblicizzato nella sala principale del Teatro Flavio Vespasiano, si è invece svolto nel Foyer (una segnalazione sull’avvenimento era giunta alla nostra redazione).  L’assessore ha spiegato che la scelta è stata determinata dalla scarsa adesione: i biglietti venduti sarebbero stati 85. Dopo un confronto tra organizzazione, Archeoares e musicisti, si è quindi deciso di optare per uno spazio più raccolto rispetto alla presenza effettiva del pubblico.

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