Quando si spengono i riflettori, si smontano le strutture e gli atleti ripartono verso i loro Paesi, resta ciò che nessuna classifica potrà mai raccontare davvero: il cuore di chi ha reso possibile tutto questo. Dietro il successo degli Europei Under 18 di atletica leggera Rieti 2026 c’è stato infatti il lavoro silenzioso, instancabile e prezioso di oltre 450 volontari che, con entusiasmo, disponibilità e professionalità, hanno contribuito a regalare all’Europa un’edizione destinata a rimanere nella memoria.
Sono stati tra i primi volti ad accogliere atleti, tecnici, dirigenti, giornalisti e spettatori arrivati da ogni parte del continente e gli ultimi a salutare tutti al termine di quattro giornate intense. Sempre riconoscibili dalle loro maglie rosse, hanno affrontato il caldo, i ritmi serrati e le lunghe ore di servizio senza perdere il sorriso. Nelle loro sacche c’erano acqua, materiale utile e tutto il necessario per affrontare giornate impegnative, ma soprattutto c’erano entusiasmo, voglia di mettersi in gioco e la consapevolezza di stare vivendo qualcosa di unico.
A guidare questa grande squadra è stato Michele Esposito (Format lo aveva ascoltato nelle ore precedenti le gare) responsabile dei volontari, che nei mesi precedenti all’evento aveva coordinato con precisione e metodo la raccolta delle adesioni. Oltre 450 persone hanno risposto alla chiamata: tantissimi giovani e giovanissimi delle scuole reatine, affiancati da volontari arrivati anche da Brasile, Perù, Gran Bretagna, Germania, Francia e Paesi Bassi.
Il bilancio finale ha premiato il lavoro di tutti. “Nonostante una logistica complessa e le temperature elevate – aveva sottolineato Esposito durante la manifestazione – i volontari hanno svolto un lavoro straordinario. Grazie al loro impegno siamo riusciti a garantire un evento praticamente perfetto, senza criticità né sul campo gara, né nell’accredito dei media, né negli altri settori organizzativi”.
Ogni volontario aveva ricevuto un kit destinato a trasformarsi nel ricordo tangibile di un’esperienza irripetibile e aveva potuto contare su servizi pensati per affrontare al meglio le lunghe giornate di lavoro. Ma il vero patrimonio di questa esperienza non era racchiuso negli oggetti ricevuti.
“La nostra forza è il sorriso. Sono ragazzi educati, disponibili e sempre pronti ad aiutare. È questo lo spirito che vogliamo trasmettere a chi arriva a Rieti”, aveva raccontato Esposito. E quel sorriso è diventato il biglietto da visita di un’intera città, lasciando un’impressione positiva in migliaia di persone.
Gli Europei Under 18 hanno lasciato un segno profondo anche nella vita dei volontari. In quei quattro giorni sono nate amicizie destinate a durare, si sono intrecciati rapporti tra ragazzi provenienti da realtà e Paesi diversi e, come aveva raccontato con un sorriso lo stesso Esposito, è nata perfino qualche storia d’amore. Molti avevano aderito grazie al coinvolgimento delle scuole, ma hanno scoperto una passione nuova per l’atletica e per il mondo delle grandi manifestazioni sportive.
Determinante è stato anche il contributo dei volontari internazionali, che hanno facilitato il dialogo con le delegazioni straniere grazie alla conoscenza delle lingue. Il loro impiego nelle aree dedicate agli atleti, nelle lounge e perfino nella delicata call room si è rivelato fondamentale per garantire un’organizzazione impeccabile.
Un capitolo speciale lo meritano i ragazzi della Studentesca Andrea Milardi, impegnati direttamente sul campo gara. La loro esperienza, la conoscenza dell’impianto e dell’atletica hanno rappresentato un valore aggiunto riconosciuto da tutta l’organizzazione.
Poi è arrivato il momento che nessuno avrebbe voluto vivere. Le ultime foto insieme, gli abbracci, gli scambi di numeri di telefono, le spille regalate come ricordo, le promesse di continuare a sentirsi sui social e di ritrovarsi, un giorno, in un’altra grande manifestazione. Qualche lacrima è scesa inevitabilmente, perché in pochi giorni si era creato qualcosa che andava ben oltre un semplice gruppo di lavoro.
Ognuno è tornato alla propria quotidianità con un bagaglio più ricco di quello con cui era arrivato. Perché Rieti 2026 non è stata soltanto una straordinaria rassegna sportiva, ma anche una lezione di condivisione, amicizia e appartenenza. E se gli Europei Under 18 resteranno nella storia per i record, le medaglie e l’organizzazione impeccabile, una parte importante di quel successo porterà per sempre il volto sorridente dei suoi volontari.
ph G. Wind – M. D’Alessandro – Fagiani



