Di Luca Volpone – Nel cielo della costellazione del Cigno si nasconde una delle nebulose più affascinanti e dinamiche osservabili dagli astrofotografi: NGC 6888, conosciuta anche come Nebulosa Mezzaluna.
A prima vista appare come un delicato arco di gas sospeso nello spazio. In realtà stiamo osservando una gigantesca struttura in continua evoluzione, creata dalla lotta tra una stella e il materiale che essa stessa ha espulso nel corso della propria vita. Al centro della nebulosa si trova WR 136, una stella appartenente alla rarissima classe delle Wolf-Rayet. Si tratta di astri estremamente massicci, caldi e luminosi che hanno ormai consumato gran parte del loro combustibile nucleare. In questa fase finale della loro esistenza perdono enormi quantità di materia sotto forma di venti stellari che viaggiano a velocità di milioni di chilometri all’ora. La forma di NGC 6888 nasce proprio da questo fenomeno. I venti stellari attuali si scontrano con il materiale espulso dalla stella in epoche precedenti, comprimendolo e riscaldandolo fino a farlo brillare. Ciò che osserviamo non è quindi una nube immobile, ma il risultato di un gigantesco urto cosmico che continua ancora oggi. I colori della nebulosa raccontano la composizione del gas. Le tonalità rosse sono prodotte principalmente dall’idrogeno ionizzato, mentre le regioni azzurre e verdastre rivelano la presenza di ossigeno doppiamente ionizzato. Nelle immagini ottenute con strumenti professionali o con sistemi a banda stretta particolarmente sensibili, queste emissioni appaiono chiaramente e contribuiscono a creare il caratteristico aspetto multicolore della Nebulosa Mezzaluna.
Nella fotografia che accompagna questo articolo, realizzata con il telescopio Seestar S50, le emissioni dell’ossigeno risultano invece molto attenuate o non visibili a causa dei limiti tecnici dello strumento e della sua sensibilità alle diverse lunghezze d’onda. Anche questo è un aspetto interessante dell’astrofotografia: ogni immagine non mostra soltanto l’oggetto osservato, ma racconta anche le caratteristiche dello strumento utilizzato per catturarlo. La nebulosa si estende per decine di anni luce e rappresenta una fase relativamente breve nella vita di una stella massiccia. Gli astronomi ritengono infatti che WR 136 sia destinata a concludere la propria esistenza con una violenta esplosione di supernova. Quando accadrà, il materiale che oggi osserviamo verrà nuovamente disperso nello spazio, arricchendo la Galassia di elementi chimici che potranno entrare a far parte di future stelle, pianeti e forse perfino nuove forme di vita. Osservare NGC 6888 significa quindi assistere a un momento di trasformazione. Non stiamo guardando la nascita di una stella, né la sua fine definitiva, ma una fase intermedia in cui l’Universo sta già preparando ciò che verrà dopo.
Perché nel cosmo nulla scompare davvero: cambia forma
Info
NGC 6888 – Nebulosa Mezzaluna, struttura formata dall’interazione tra i venti stellari della stella Wolf-Rayet WR 136 e il materiale espulso nelle fasi precedenti della sua evoluzione.
Costellazione: Cigno
Distanza dalla Terra: circa 5.000 anni luce
Stella responsabile della nebulosa: WR 136
Elaborazione effettuata con Adobe Lightroom a partire da immagini ottenute tramite telescopio Seestar S50.



