Ci sono spettacoli che si guardano. E poi ci sono spettacoli che si attraversano, si abitano, si vivono.
Sabato 20 e domenica 21 giugno, alle ore 21.00, il centro storico di Fara in Sabina tornerà a trasformarsi in un grande palcoscenico urbano grazie a “Città Invisibili”, il progetto più rappresentativo del Teatro Potlach, evento conclusivo della prima parte del FLIPT – Festival Laboratorio Interculturale di Pratiche Teatrali 2026. Il FLIPT è organizzato con il sostegno della Regione Lazio e della Fondazione Varrone, e con il patrocinio della Provincia di Rieti e del Comune di Fara Sabina
L’edizione di quest’anno assume un valore ancora più significativo: il 2026 celebra infatti i cinquant’anni del Teatro Potlach, fondato da Pino Di Buduo e Daniela Regnoli nel 1976 proprio a Fara in Sabina. Cinque decenni di ricerca artistica, sperimentazione, formazione e dialogo tra culture che hanno portato la compagnia a realizzare spettacoli e progetti in decine di Paesi del mondo, facendo del piccolo borgo sabino un punto di riferimento internazionale per il teatro contemporaneo.
Tra tutte le creazioni del Potlach, “Città Invisibili” rappresenta senza dubbio quella che meglio racconta la sua poetica.
Ispirato all’opera di Italo Calvino, lo spettacolo non si limita a mettere in scena un racconto, ma trasforma l’intera città in un organismo vivente. Vicoli, piazze, palazzi, finestre, cortili e scorci del centro storico diventano parte integrante della drammaturgia, dando vita a un percorso immersivo in cui il pubblico è libero di camminare, fermarsi, osservare e costruire il proprio viaggio.
Le architetture dialogano con la luce, le videoproiezioni monumentali ridisegnano le facciate degli edifici storici, la musica accompagna il percorso, mentre attori, danzatori, musicisti e performer provenienti da diversi Paesi animano gli spazi urbani con azioni teatrali, installazioni e immagini di grande impatto visivo.
Ogni angolo della città si trasforma in una sorpresa, ogni incontro diventa una storia, ogni spettatore costruisce una personale geografia dell’immaginazione.
Nel corso degli anni “Città Invisibili” è stato presentato in importanti festival internazionali, attraversando Europa, America Latina, Medio Oriente e Asia, diventando uno dei progetti di teatro urbano italiani più conosciuti all’estero. Ogni volta lo spettacolo si reinventa dialogando con l’identità del luogo che lo ospita, ma è a Fara in Sabina che trova le sue radici più profonde.
Per questa edizione speciale saranno numerosi gli artisti italiani e internazionali coinvolti, protagonisti di un allestimento di grandi dimensioni che unirà teatro, danza, musica, arti visive e nuove tecnologie in un’unica grande esperienza collettiva.
La chiusura del FLIPT Festival diventa così anche una grande festa dedicata ai cinquant’anni del Teatro Potlach, una compagnia che ha saputo trasformare la ricerca teatrale in uno strumento di incontro tra popoli, generazioni e culture diverse, mantenendo sempre vivo il legame con il proprio territorio.
Per due sere Fara in Sabina non sarà soltanto il luogo in cui assistere a uno spettacolo, ma diventerà essa stessa spettacolo: una città che racconta altre città, un labirinto di immagini, emozioni e visioni capace di coinvolgere migliaia di spettatori in un’esperienza irripetibile.
“Città Invisibili” è l’appuntamento conclusivo della prima sessione del FLIPT – Festival Laboratorio Interculturale di Pratiche Teatrali, diretto da Pino Di Buduo in collaborazione con l’I.S.T.A. – International School of Theatre Anthropology, fondata da Eugenio Barba, che dall’11 al 21 giugno porta a Fara in Sabina artisti provenienti da tutto il mondo.



