di Leonardo Valente – “La lunga estate caldissima’, così cantavano i mitici 883 ed è il titolo che raccoglie al meglio gli umori tipici del giugno del calcio reatino. Negli ultimi anni questa stagione è stata sempre molto torrida, soprattutto dentro lo Scopigno. Per chi c’era e ha seguito le vicissitudini calcistiche della città dalla stagione 2018- 2019 in poi, è doloroso ripercorrere le tappe che hanno portato addirittura alla sparizione del club. Amarezza e delusione, sapere che tante aspettative sarebbero poi crollate tra closing saltati, personaggi mitologici (qualcuno greco) e l’allontanamento di tanti appassionati da uno stadio, gioiello del Centro d’Italia, finito inghiottito dalle erbacce dell’abbandono. Chi c’era, sa di avere vissuto tutto questo, sgomento davanti allo sgretolamento di oltre 80 anni di storia.
La ripartenza del calcio reatino non è stata affatto facile. Come nel basket, all’inizio, non ci siamo risparmiati la divisione cittadina, con la creazione di due società a contendersi il primato tra i tifosi. Alla fine, in quattro anni, l’unico progetto solido è stato quello di Marzio e Diego Leoncini. Rilevato il titolo di Poggio Fidoni in Prima categoria, la proprietà Leoncini è passata attraverso il nominativo di Città di Rieti per poi riappropriarsi della denominazione FC Rieti 1936. Nel mezzo una vittoria del campionato di Promozione, una finale playoff regionale in Eccellenza e soprattutto il rinnovamento dell’ex Scia, oggi Rietello, dell’antistadio e la riqualificazione dello Scopigno, tornato centrale nell’attività societaria. Così, alla notizia dell’addio dei Leoncini arrivato in conferenza stampa, in molti avranno pensato: “Eccola qui, una nuova lunga estate caldissima”. Invece no, perché nel 2026 la situazione è fortunatamente molto diversa.
Rieti saluta e ringrazia la famiglia Leoncini anche per la capacità di avere passato il testimone in mani solide. Non sarà un’estate da patemi d’animo, questo è certo. Il duo formato da Simone Ferretti e Ugo Rossetti ha ereditato il controllo del club e ha saputo subito lanciare un doppio messaggio su quello che sarà il futuro. Nella stagione 2026-2027, sulla panchina amarantoceleste ci sarà ancora, e giustamente, mister Fabrizio Paris. Dopo l’arrivo in corsa e l’ottimo, ma amaro, finale, il tecnico reatino avrà la possibilità di poter affrontare il prossimo campionato partendo dalla prima giornata e non solo. Paris potrà finalmente scegliere gli interpreti e i suoi uomini di fiducia, potrà costruire la squadra e potrà contare anche su una figura fondamentale: il direttore sportivo. Andrea Angelucci il prescelto, con un curriculum che può far solo ben sperare: una Coppa di Promozione, una promozione in Eccellenza, una Coppa Italia di Eccellenza, un campionato di Eccellenza e due stagioni disputate in Serie D. Traguardi raggiunti in piazze importanti come Colleferro, Artena, Sora, Ferentino, Tivoli e, più recentemente, Vis Subiaco e Alatri. Due messaggi ad inizio estate che hanno la capacità di infiammare la piazza, vediamo se la temperatura si alzerà ulteriormente con il mercato. Certo, così sarà ancora più caldo, ma questa volta ‘la lunga estate caldissima’ del Rieti sarà piacevole da vivere.



