La libertà oltre le nuvole, il saggio storico di Francesco Buttarelli

13/04/2026 | Libri, News

Nel corso della lunga storia del mondo l’uomo è stato sempre affascinato dal sogno di volare. Gli antichi Sumeri, gli Egizi ed i Greci amavano immaginare che oltre “le colonne d’ Ercole”, esistessero città dove gli uomini sapessero volare. Il volo di Icaro rappresentò l’estremo coraggio di dirigersi verso il sole, purtroppo con ali di cera destinate a sciogliersi. Con l’andare del tempo, artisti e scienziati osservarono il volo degli uccelli, quasi cercando di carpirne il segreto; una magia che permetteva loro di solcare il cielo con estrema eleganza. La mia breve trattazione si rivolgerà a due pionieri del volo: Amelia Earhart, fu la prima donna ad attraversare il Pacifico da Oakland ad Honolulu; Charles Lindbergh fu colui che effettuò la prima trasvolata atlantica in solitaria da New York a Parigi. Due esistenze uniche eppure parallele, due menti geniali, fuori dal comune, capaci di imporsi all’ erosione del tempo e della storia. Dobbiamo essere grati a loro e a tutti, uomini e donne, che in ogni epoca hanno prodigato la loro vita e vissuto avventure che li avrebbero condotti per valichi ghiacciati, per dune sabbiose lungo i nastri sconosciuti delle vie del mondo, attraverso boschi di mangrovie, praterie, solitudini sferzate dai venti, oceani impetuosi e a superare banchi di nuvole; diretti costantemente verso mete remote e sempre guidati da una forza misteriosa che unisce e separa gli uomini. E’ a questi due protagonisti che è dedicato il nuovo lavoro di Francesco Buttarelli, un saggio storico sulla traversata atlantica di Liendbergh di cui ricorre il centenario e sulla donna che l’affrontò anni dopo. “Amelia mori nel 1937 in un incidente aereo, proprio mentre compiva l’ennesima avventura nei cieli attraversando il Pacifico da Oakland ad Honolulus  – ricorda l’assessore alla cultura del comune di Rieti Letizia Rosati nella premessa – dopo aver dimostrato con ardimento e tenacia che le donne potevano anche volare! Charles morì invece molto più tardi, nel 1974, dopo una vita segnata da gravi tragedie familiari. Resterà nella storia dopo aver effettuato la prima transvolata dell’oceano Atlantico in solitaria da New York a Parigi senza scalo nel 1927. Amelia e Charles non si conoscevano di persona, ma probabilmente conoscevano le imprese dell’una e dell’altro perché grande fu il clamore delle loro sfide. Esistono i limiti del cuore, del pensiero dello spazio e del tempo. E Loro, come sentinelle della Storia, li hanno colti, interpretati e superati, in quegli anni che, devastati da due Guerre Mondiali, gettavano l’umanità nell’oblio più profondo.
Oggi le loro vite straordinarie ci raccontano invece che c’è anche un’altra umanità capace ancora di compiere il viaggio di Ulisse verso l’ignoto per superare i limiti”.

 

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