Terme di Cotilia una risposta sul tema: Cotilia, proprietà e termalismo

25/02/2026 | Ambiente, Notizie in evidenza

Raccogliamo lo sfogo del Sindaco Luigi Taddei che manifesta tutta la sua amarezza e il profondo senso di impotenza di fronte a una vicenda che, nonostante i ripetuti tentativi di confronto istituzionale, continua a non trovare interlocutori realmente disponibili e determinati ad assumersi le proprie responsabilità. Una situazione complessa e frustrante, nella quale il Comune ha messo in campo ogni strumento possibile, ma che resta bloccata dall’inerzia di chi detiene la concessione e dall’assenza di decisioni definitive da parte degli enti competenti.
“Leggiamo un comunicato di diversi cittadini, dai contenuti a dir poco fantasiosi, relativo alle Terme di Cotilia e alla loro gestione.

Anzitutto è bene chiarire un punto fondamentale: le strutture delle Terme di Cotilia sono di proprietà privata della società Terme di Cotilia degli eredi Del Tosto. Si tratta di una gestione ormai cinquantennale, iniziata con il signor Valerio, proseguita con i due figli e oggi affidata ai nipoti.

Dal 2012 è iniziata una fase di progressivo disinteresse rispetto alle attività che venivano regolarmente garantite: fangoterapia, riabilitazione in acqua, aerosol e inalazioni di varia natura, oltre alla fruizione dell’acqua solfurea, come da tradizione millenaria. A ciò si aggiungevano ristorante, albergo, bar e i relativi posti di lavoro.

La concessione è da tempo di competenza della Regione Lazio, che ha rilasciato tutti gli atti amministrativi necessari. Tuttavia, alle nostre ripetute sollecitazioni ha risposto con notevoli ritardi, assumendo di fatto un ruolo quasi arbitrale, soprattutto dopo che il Comune ha formalmente richiesto la revoca della concessione mineraria, al fine di richiamare la proprietà alle proprie responsabilità. Da tredici anni, infatti, non vengono più garantiti i servizi per i quali la struttura è accreditata, principalmente di natura sanitaria.

Abbiamo avviato interlocuzioni con diversi soggetti interessati a rilevare la struttura delle Terme di Cotilia, tra cui gli attuali proprietari delle terme di Viterbo, ma i signori Del Tosto non hanno ritenuto opportuno avviare alcuna trattativa.

Abbiamo inoltre coinvolto la Regione, la AUSL e la federazione nazionale Federterme per individuare una soluzione utile a tutti, e soprattutto al Comune, che continua a essere ingiustamente bersaglio di critiche da parte di cittadini esasperati per l’impossibilità di attingere l’acqua solfurea, come avvenuto per secoli.

Si sono svolti numerosi incontri tra tutti i soggetti interessati e siamo ora in attesa di un ulteriore passaggio formale da parte della Regione. È nostro interesse che la situazione venga risolta in modo coerente e che siano garantite tutte le condizioni previste dalla concessione. Non accettiamo di essere insultati o accusati di disinteresse rispetto alla questione delle Terme di Cotilia.

Le responsabilità della cattiva gestione sono interamente attribuibili alla società concessionaria, che evidentemente non considera più questa attività una priorità. Potete continuare a criticare, ma state sbagliando destinatario: il Comune sta facendo tutto quanto è nelle proprie possibilità per riportare le terme alla piena funzionalità. Tuttavia, per riuscirci è necessaria la volontà di chi detiene la concessione.

Abbiamo chiesto la possibilità di attingere l’acqua solfurea e di gestirla direttamente come Comune. Nell’ultima riunione, l’avvocato della società ha affermato che la Regione “può concedere… ma non è scontato”, lasciando intendere che la società potrebbe esercitare il proprio diritto di concessione per impedirne la gestione diretta da parte del Comune. Siamo dunque in attesa di una risposta ufficiale.

Questa è la verità dei fatti. Il Comune ha fatto e sta facendo tutto il possibile per un rilancio serio e coerente delle Terme di Cotilia, ma i nostri strumenti sono purtroppo limitati. Oltre alle sollecitazioni formali e alla proposta di gestione diretta dell’acqua solfurea, non disponiamo di ulteriori strumenti operativi.

L’inerzia della società è grave. Tuttavia, se la Regione non attiverà le procedure di revoca, il Comune non potrà fare altro che continuare a protestare, sollecitare e informare correttamente la cittadinanza.

Speriamo di aver fornito un quadro chiaro della vicenda. Se intendete intraprendere iniziative, vi invitiamo a farlo nella direzione corretta.”

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