di Leonardo Valente – Da Scaricamazza a Scaricamazza, da tris a tris, il Rieti riparte da dove aveva iniziato e spera di regalarsi un Natale sempre più vicino al puntale di un albero che l’Aranova continua ad addobbare da mesi a suon di successi. 10 punti dista il primato di un girone A di Eccellenza nel quale gli amarantocelesti hanno fatto un po’ tutto da soli. Scelte impulsive che in un mese hanno colorato i momenti del club cittadino, ora l’obiettivo sembra tornato essere comune tra società, giocatori e soprattutto l’allenatore. Facciamo un recap.
19 ottobre: prima sconfitta stagionale sul campo del Monti Prenestini, un 3-0 anche bugiardo per quanto visto in campo ma un primo stop stagionale che non viene perdonato a Scaricamazza. Vetta della classifica a -2, non basta, il club decide: via il tecnico al quale è stata confermata la fiducia in estate e dentro Andrea Mosconi. Scelta per dare la svolta alla stagione, un cambio in corsa per responsabilizzare anche la squadra. Con Mosconi sono 46 giorni di fuoco dove il cuore sembra valere più della ragione. Tanta fatica nel trovare la quadra, sia in campo che fuori. Salta anche il direttore sportivo Pagliaroli, che in estate aveva costruito la rosa con Scaricamazza, e inizia un mini esodo che porta lontano dal Terminillo l’ex capitano Ortenzi, Oduamadi e Dovidio. Arrivano Tinti e Proia, ma nonostante le vittorie con Grifone Gialloverde e Pomezia, due dirette concorrenti per i piani alti della classifica, Mosconi non riesce a fare breccia nel mondo reatino, e dopo il pari ad Ardea con lo Sporting Nuova Florida lo scenario cambia nuovamente. 2 dicembre, come in un Monopoli autoprodotto nella pancia dello Scopigno si decide di ripassare dal via: ciao Mosconi e bentornato Scaricamazza.
Una nuova ripartenza ma con tanti aspetti cambiati. Il tecnico che aveva lasciato la situazione di classifica a -2 dall’Aranova si ritrova a -10 senza essere stato in panchina per un mese e mezzo circa. Una sfida non facile quella accettata da Scaricamazza che, però, si riaffaccia dalle parti del Rietello con il sorriso e l’ottimismo di chi è consapevole di poter fare ancora qualcosa di buono. E nonostante una rosa decisamente modificata rispetto a quella pianificata in estate, il nuovo/vecchio allenatore ricomincia da quel tris che lo aveva allontanato dalla sua ‘creatura’. Il nuovo esordio è un 3-0 convincente al Tor Sapienza che riporta definitivamente il sereno in casa Rieti. Da tris a tris ma con morale opposto, Tirelli e compagni sono chiamati a rincorrere, con la consapevolezza che a 270’ dal giro di boa ci sono tutte le possibilità per rimettersi in carreggiata. Astrea e Sorianese nel giro di tre giorni, poi lo scontro diretto che metterà fine al girone di andata proprio contro l’Aranova, in quella che sarà una vera e propria finale. Restare incollati al treno promozione è l’obiettivo minimo per concedersi la pausa natalizia in serenità. Sarà il campo a parlare, ma dopo il tourbillon di emozioni vissute, tutto il popolo amarantoceleste si augura di poter vivere con maggiore tranquillità il resto della stagione. L’augurio è di continuare a coltivare i sogni di D, magari con qualche regalo sotto l’albero per Stefano Scaricamazza che nel gioco del MonopoliRieti è voluto ripassare dal via, convinto ancora di poter costruire qualcosa di importante.



