Target Fegato: gli specialisti lanciano l’allarme. Il binge drinking sta devastando i ragazzi

4/12/2025 | Notizie in evidenza, Salute

target fegato

Si è concluso oggi, presso il The Hive Hotel di Roma, il convegno nazionale “Target Fegato – Innovazione terapeutica e approccio integrato alle malattie del fegato”, promosso dall’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini e organizzato da Strategie Comunicazione Srl, con la direzione scientifica del Prof. Adriano Pellicelli e del Prof. Giuseppe M. Ettorre. Un appuntamento che ha riunito oltre cento specialisti da tutta Italia, ma che quest’anno ha posto l’accento soprattutto su una preoccupazione crescente: l’impatto dell’alcol sulle nuove generazioni.

Sin dall’apertura dei lavori, la Rettrice della Sapienza, Antonella Polimeni, e il Direttore Generale del San Camillo Forlanini, Angelo Aliquò, hanno richiamato la responsabilità condivisa tra ricerca e clinica nel contrastare fenomeni che mettono a rischio la salute dei cittadini.
E fra questi, è emerso con forza un dato allarmante: l’abuso di alcol sta colpendo sempre più presto, con effetti devastanti sul fegato anche in ragazzi tra i 20 e i 30 anni.

Il Prof. Pellicelli ha sottolineato come le malattie epatiche legate all’alcol siano in aumento in Italia e rappresentino una minaccia crescente per la popolazione giovane: “Vediamo ragazzi che arrivano con epatiti acute severe alcoliche. Il binge drinking*, spesso percepito come un comportamento innocuo, può portare in tempi brevissimi a quadri clinici gravissimi”.
Nel reparto della UOC Malattie del Fegato, oltre il 40% dei ricoveri è correlato all’alcol. L’età media si è ulteriormente abbassata nel quadriennio 2022–2025, e la presenza di under 50 ha superato il 14%, con un picco del 22,4% nel 2025. Crescono anche gli ingressi tra i 20 e i 30 anni, un fenomeno quasi assente prima della pandemia.

L’emergenza è confermata anche dai dati sui trapianti, illustrati dal Prof. Ettorre: dal 2018 al 2024 gli interventi per cause alcoliche sono saliti dal 15–20% a quasi il 40%, con il 2021 come anno di svolta. Solo nel 2024, dei 106 trapianti effettuati, 48 erano correlati all’alcol.
Un quadro che parla di giovani sempre più fragili, spesso esposti a comportamenti a rischio o a difficoltà sociali: “Il nostro Centro Trapianti – ha spiegato Ettorre – ha già superato i 100 interventi dall’inizio dell’anno. Sempre più spesso riguardano pazienti giovani. La prevenzione deve tornare centrale, soprattutto nelle scuole”.

Al convegno si è discusso anche degli ultimi progressi nella gestione del tumore primitivo del fegato, delle tecniche di downstaging e delle nuove terapie per la colangite biliare primitiva, ma l’emergenza alcol ha catalizzato gran parte dell’attenzione.
Uno studio presentato dalla Liver Unit del San Camillo ha evidenziato come, grazie alla radioembolizzazione, sia stato possibile riportare verso un percorso di trapianto il 25% dei pazienti inizialmente esclusi dai criteri di trapiantabilità.

Sul fronte delle patologie autoimmuni, il San Camillo registra un aumento dei casi di colangite biliare primitiva, soprattutto femminili, e grazie all’introduzione di nuovi farmaci come Elafibranor sono già stati avviati percorsi terapeutici innovativi, in attesa dell’arrivo del Seladelpar approvato negli Stati Uniti.

04_12_25

*Il binge drinking è un termine che significa “abbuffata di alcolici”Si riferisce al consumo eccessivo di alcol in un breve lasso di tempo, tipicamente definito come l’assunzione di più bevande alcoliche in un intervallo di 2-3 ore, con l’obiettivo di raggiungere rapidamente uno stato di intossicazione. 

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