“Dopo oltre un anno, il Governo ha ratificato la richiesta di attivazione della Zona logistica semplificata (Zls) per solo alcune aree della Regione Lazio, un tempo lungo che ha contribuito a determinare l’ulteriore indebolimento e la perdita di competitività dei territori della nostra regione e che rischia di rendere la Zls ancora più inefficace per le necessità dei nostri territori, con particolare criticità per aree confinanti con regioni incluse nella Zes”. Così, in una nota, il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio, Natale Di Cola.
“Infatti, la Zes, oltre alle semplificazioni amministrative previste per la Zs, offre un quadro agevolazioni fiscali più ampio e significativo, che in questo lungo anno ha alimentato la delocalizzazione di imprese e reso meno attrattivo il Lazio. Senza Zes per le intere province di Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo – aggiunge il sindacato – la situazione non potrà che peggiorare nel 2026. La scelta sbagliata del Governo, infatti, mortifica un territorio dove già due province sono interessate da molti anni da aree di crisi complessa.
Ci aspettiamo un cambio di passo da parte della Regione Lazio, che deve riprendere il confronto per fare chiarezza sulle risorse, per massimizzare le potenzialità della Zls e per definire le scelte in materia di politiche di sviluppo e politiche industriali, individuando anche quali investimenti strutturali mettere in campo nel prossimo bilancio regionale. Tutto questo, anche alla luce dei tagli imposti dal Governo centrale sul Lazio con la prossima legge di bilancio, una manovra sbagliata contro cui abbiamo proclamato lo sciopero generale del 12 dicembre”, conclude la nota della Cgil.



