Rieti-Roma in aereo: ideona o corbelleria?

21/09/2025 | Il domenicale, Notizie in evidenza

di Massimo Palozzi – Di primo acchito sembra una boutade. Ma vista la serietà con cui è stato lanciato, il progetto merita un approfondimento. La notizia uscita lunedì riguarda il volo dimostrativo da Fano a Roma della durata di 50 minuti, effettuato con un piccolo velivolo da nove posti per il lancio di una innovativa strategia del trasporto aereo non più concentrato sui grandi scali. Secondo Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile) si tratta di “un nuovo modello di mobilità a corto raggio che integra i territori con altri sistemi di traporto, creando una rete flessibile, intelligente e capillare a livello nazionale, con vettori pet friendly” (cioè in grado di far viaggiare gli animali da compagnia).

L’aeroporto di Roma Urbe, sulla Salaria, è stato eletto a nodo centrale del network per i collegamenti aerei a corto raggio. Per questo sarà presto attiva una connessione in elicottero con Fiumicino, grazie alla quale i passeggeri in arrivo all’aeroporto Leonardo Da Vinci potranno raggiungere rapidamente il centro di Roma o proseguire verso gli altri territori circostanti con aerei di minori dimensioni. Oltre all’aeroporto di Roma Urbe, per cui sono stati stanziati circa 18 milioni di euro, sono infatti previsti a breve interventi di riqualifica delle infrastrutture di volo e degli impianti su altri sei aeroporti, compreso quello di Rieti, a sua volta destinatario di 10 milioni (nel Lazio c’è pure Viterbo, al quale andranno due milioni per i lavori di ammodernamento).

La notizia di dieci milioni di euro per il recupero del Ciuffelli è di quelle da salutare con entusiasmo, tanto più alla vigilia dei Campionati del mondo di volo a vela in programma nel 2027. In realtà, l’investimento di Enac risulta concentrato sul trasporto commerciale e non ha nulla a che vedere con l’impiantistica sportiva. È però innegabile che un intervento massiccio sullo scalo cittadino non potrà che rafforzarne anche gli assetti dedicati alla radicata e gloriosa tradizione legata agli alianti.

Esauriti i festeggiamenti per l’annunciata pioggia di soldi, vale la pena concentrarsi sui risvolti concreti di questa iniziativa. E conviene farlo con la mente sgombra, abbandonando ogni preconcetto sui tempi e le modalità di realizzazione delle opere pubbliche in Italia e senza farsi condizionare dal benaltrismo rispetto a un sistema di collegamenti ancora inadeguato, nonostante i lavori di ampliamento della Salaria.

Il presupposto da cui prende le mosse il progetto è che oggi l’80% dei turisti visita solamente il 10% del mondo. “Un controsenso per l’Italia, il Paese con più siti Unesco al mondo che però spesso si trovano ai margini del turismo di massa o in località poco interconnesse”, segnala Enac. La base del ragionamento si presenta dunque solida. Un po’ più complicato è immaginarne la realizzazione pratica.

Secondo lo schema ipotizzato dagli ideatori, un gruppetto di turisti interessati a visitare Rieti partirebbe dalla propria città di origine, in Italia o all’estero, per sbarcare a Fiumicino. Da qui si trasferirebbe su un elicottero che li porterebbe a Roma Urbe, da dove un altro piccolo aereo li condurrebbe a Rieti, atterrando al Ciuffelli. Tutto considerato, pare ancora più conveniente fare il tragitto via terra e non solo in termini economici. Cronometro alla mano, i tempi da calcolare in un viaggio aereo non sono semplicemente quelli di volo. Ci sono quelli per raggiungere l’aerostazione, quelli per il check-in, quelli per i controlli di sicurezza e le procedure d’imbarco, quelli per le verifiche documentali all’arrivo, quelli per il recupero degli eventuali bagagli e infine quelli per raggiungere la destinazione finale. Fatto un rapido calcolo, l’opzione aria, peraltro limitata a un numero ristretto di passeggeri, non appare al momento la migliore.

Sull’altro versante si esalta la possibilità di volare dal Tirreno all’Adriatico e viceversa in meno di un’ora. Anche in questo caso l’opzione appare interessante ma circoscritta a pochi privilegiati, sia per i costi che per i volumi in grado di movimentare una flotta di piccoli aerei. Ovviamente un servizio ulteriore, in aggiunta alle possibilità attuali, sarebbe un vantaggio apprezzabile, anche rimanesse appannaggio soltanto di una comunità ristretta di fruitori. Ma se il proposito di avvicinare i due mari ha un senso, più complesso è comprendere come Rieti, che sta proprio nel mezzo, possa beneficiare di un simile sistema. Volare in città da Roma o raggiungere la Capitale da Rieti risulta obiettivamente piuttosto lungo e complicato (arrivarci all’Urbe). Parimenti complesso si presenta un volo verso le Marche, quando per andare a San Benedetto del Tronto, pur lungo la tortuosa Salaria, in macchina ci si impiega un paio d’ore.

L’effettiva utilità per Rieti del network annunciato da Enac è tutta da scoprire. Senza stroncare subito l’iniziativa sull’onda di facili ironie, sarà il tempo a dire se si tratta di una visione lungimirante o solo di un’idea bislacca. Intanto prendiamoci questi dieci milioni per ridare al Ciuffelli lo smalto e la dignità che negli ultimi anni ha inopinatamente perduto. Il resto si vedrà.

 

21-09-2025

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