Confartigianato Imprese Rieti: “Lo spot pubblicitario con Bagnaia di First Trade Republic è un’offesa ai ristoratori onesti”

3/09/2025 | Lavoro, Notizie in evidenza

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Confartigianato Imprese Rieti esprime il proprio sconcerto e profonda preoccupazione per la pubblicità di Trade Republic, broker online e banca tedesca con sede a Berlino. Lo spot, (visibile al seguente LINK) pubblicato qualche tempo fa e tuttora in rotazione, che vede come protagonista il Campione del Mondo di MotoGp Francesco Bagnaia, intende promuovere i pagamenti digitali ma veicola un messaggio profondamente lesivo e ingiusto, dipingendo in maniera superficiale la categoria dei ristoratori e degli artigiani del settore alimentare, incluse le quasi 500 oneste attività che operano quotidianamente nella nostra città e nella provincia di Rieti.

Il settore della ristorazione in Italia è un pilastro fondamentale dell’economia e della nostra cultura, caratterizzato da un forte impegno verso la qualità e la tradizione. I ristoratori, in particolare, operano in un contesto complesso e competitivo, dove la sostenibilità economica e il rispetto della normativa sono priorità assolute. La pubblicità in questione, invece di valorizzare la modernità dei sistemi di pagamento, finisce per gettare un’ombra su un comparto che merita rispetto e sostegno.

Questo tipo di operazione di marketing, oltre a essere maldestra, rischia di alimentare stereotipi negativi, minando la fiducia dei consumatori verso gli onesti lavoratori del settore. Il vero progresso e la modernità passano attraverso il sostegno alle imprese e la semplificazione, non attraverso la diffamazione mascherata da pubblicità.

“Credo che i luoghi comuni e le generalizzazioni non siano mai la soluzione anzi – afferma Sandro Del Grande, Presidente di Confartigianato Alimentazione Rieti – Credo anche che quando queste sono rivolte ad una specifica categoria diventino addirittura offensive soprattutto se fatte da chi conosce poco la vita di sacrifici e difficoltà che alcuni si trovano ad affrontare ogni giorno. Ancor di più se a farle è chi probabilmente paga le tasse all’estero e sicuramente non sa cosa voglia dire ‘fare la spesa’. Affermare cose pesanti solo perché pagati per farlo dà l’idea di una superficialità imbarazzante. Dire che mi sento offeso è dire poco anzi, oltre che offeso, indignato.”

 

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