Anche la Sabina ha un ricordo speciale di Pippo Baudo, il gigante della televisione italiana scomparso ieri all’età di 89 anni. Un ricordo che attraversa il tempo e arriva fino a Sanremo 1987, quando il gruppo musicale Future partecipò al Festival nella sezione Giovani Proposte con la canzone Briciole di pane.
A raccontare un aneddoto inedito e affettuoso è Maurizio Festuccia, autore e direttore del nostro giornale, che all’epoca visse in prima persona l’avventura sanremese al fianco del gruppo. E fu proprio in quell’occasione che il grande Baudo intervenne direttamente sul brano, lasciando un’impronta sorprendente, tanto poetica quanto spontanea.
“Era tutto pronto, tutto ok. A un certo punto ci dissero che bisognava cambiare una frase del testo. Pippo aveva una proposta ” se l’arcobaleno si scolora e vola via.” Era un po’ strano da parte di un conduttore, ma se lo diceva Pippo, vuol dire che aveva i suoi motivi. Fu molto carino, affettuoso con i ragazzi, ovviamente non chiese nulla a nessuno, né diritti né altro. E così andò: nella canzone del 1981 restò quella frase, dettata dal bravo direttore artistico.”
Una piccola storia che racchiude molto del suo spirito: attenzione ai giovani, intuito artistico, passione per le parole, e quel garbo tutto suo con cui riusciva a entrare in scena.
A confermare il suo ruolo decisivo nella valorizzazione dei talenti emergenti è anche il ricordo di Rossano Eleuteri, autore insieme al fratello Alberto Eleuteri e a Ermanno Croce del brano Così vivrai, portato a Sanremo da Valeria Visconti nel 1994.
“Nel 1994, quando tutti non volevano la canzone che scrissi insieme a mio fratello Alberto, tu decidesti che invece doveva esser proprio quella a varcare le soglie del teatro Ariston e così fu. Grazie Pippo.”
E poi c’è il saluto commosso di un’altra figlia di questa terra, la cantante Leda Battisti, che affida ai social il suo ringraziamento: “Pippo sei stato la leggenda della televisione italiana! Un “padrino musicale” per tanti, come nel mio caso… Tutte le volte che Pippo Baudo esclamava il suo celeberrimo L’ho inventato io! c’era un che di ironico ma, inevitabilmente, anche tanto orgoglio. L’orgoglio di chi, più che inventare in senso stretto, è riuscito ad intercettare talenti e dar loro la possibilità per emergere e farsi strada. L’ha fatto anche con me e gliene sarò sempre grata! Grazie di tutto, perché tutto è iniziato da te… “
Pippo Baudo non è stato solo il volto dei record e della televisione. È stato anche un un mentore silenzioso, una figura capace di cogliere e valorizzare dettagli, intuizioni, talenti, uomo di ascolto e di scelte coraggiose, capace di riconoscere la bellezza quando ancora nessuno la vedeva. In queste piccole grandi storie, anche la Sabina saluta il suo “Pippo nazionale” con gratitudine e affetto.



