Nota stampa della già Presidente della Regione Lazio Renata Polverini e Salvatore La Bella (associazione Uniti Nel Fare).
“La notizia della rivolta scoppiata nel carcere di Rieti ieri é l’ultimo grave segnale che non si può far finta di non vedere. Il problema del sovraffollamento é comune alla maggior parte delle strutture carcerarie italiane, segno che il problema non é circoscritto ma strutturale. Per toccare con mano il problema in questione ci siamo recati nelle scorse settimane a Rebibbia e la visita ci è stata di riconferma del fatto che il sovraffollamento carcerario é giunto a livelli non più sostenibili. Il carcere di Rieti dovrebbe ospitare 295 persone ma al momento sono 493 e ciò non é ammissibile, va contro la Costituzione. Questo sistema é da riformare completamente ed urge un intervento su Rieti, come in tutte le carceri d’Italia che versano nella stessa situazione, perché non dobbiamo mai dimenticare che i diritti umani e costituzionalmente protetti devono essere rispettati sempre, anche negli istituti carcerari. Necessario é sottolineare la mancanza di tante unità di polizia penitenziaria nel carcere di Rieti e ciò va denunciato, perché le forze dell’ordine sono coloro che si occupano della nostra sicurezza e non possono essere abbandonate a loro stesse. Le Istituzioni locali intervengano e portino all’attenzione di quelle nazionali la grave situazione in cui versa la Casa Circondariale di Rieti.” Così in una nota Renata Polverini e Salvatore La Bella.
12_07_2025



