di Massimo Palozzi – Si chiude oggi una settimana insolitamente frizzante sul fronte politico, aperta martedì dalla comunicazione del rigetto da parte del Consiglio di Stato del ricorso presentato da Saprodir contro l’affidamento ad Asm del servizio di igiene urbana fino al 2027. L’azienda di Santa Rufina aveva già impugnato la delibera del Consiglio comunale davanti al Tar, che nel novembre del 2023 lo aveva però dichiarato inammissibile. Da qui l’ultimo e definitivo passaggio di fronte ai massimi giudici amministrativi.
Subito dopo la diffusione della notizia sono usciti i commenti più che soddisfatti dei diretti interessati. “Il Consiglio di Stato stabilisce che non c’è stata alcuna violazione dei principi di concorrenza o del diritto europeo e certifica la correttezza dell’operato dell’azienda e del Comune”, ha esultato il presidente di Asm Vincenzo Regnini. Dello stesso tenore le considerazioni dell’assessore al Bilancio e Patrimonio Andrea Sebastiani, convinto che si tratti di “una sentenza storica che consegna nuove prospettive di sviluppo per l’azienda”.
Secondo il sindaco Daniele Sinibaldi, infine, “la sentenza proietta ancora una volta Asm e Comune di Rieti come precursori a livello nazionale di un nuovo modello. Questa sentenza è la migliore risposta anche a tutti coloro che hanno lavorato contro o non ci hanno creduto, magari astenendosi nelle votazioni in seno al Consiglio comunale”.
A prescindere dal contenzioso legale, l’annotazione polemica di Sinibaldi sarebbe rimasta come una delle tante nello sterminato archivio della politica locale se non fosse caduta all’indomani dell’ennesimo sfogo di Antonio Emili. Il consigliere di Io ci sto, recentemente confluito nella Federazione di Centrodestra con gli scissionisti di Fratelli di Rieti, ha lanciato lunedì una delle sue ricorrenti stoccate contro il sindaco. Oggetto del contendere il mancato ringraziamento per i fondi reperiti nel 2021 dal suo assessorato in occasione della riapertura del tratto di via Cintia appena rimesso a nuovo.
Da quando è stato escluso dalla giunta a seguito delle amministrative del 2022, l’ex assessore all’Urbanistica e Lavori pubblici non manca di attaccare con ciclica regolarità il primo cittadino e i partiti che lo sostengono, conducendo un’interminabile guerra di logoramento nonostante la sua collocazione formale in maggioranza. Solo che questa volta la sortita di Emili non è stata rintuzzata come in passato da singoli esponenti del centrodestra. Ha dato invece la stura a un’iniziativa clamorosa. In una nota congiunta rilasciata mercoledì, i capigruppo di maggioranza ne hanno chiesto le dimissioni da presidente della Commissione Statuto e Regolamenti dichiarando di non poter più tollerare la sua gestione “confusionaria, inefficace e priva di serenità istituzionale. La seduta è stata segnata da continue sgrammaticature istituzionali, culminate in un clima carico di tensioni e mancanze di rispetto, al limite dell’insulto. Emili”, hanno sentenziato gli ormai ex alleati, “non è più in grado di garantire una conduzione imparziale e costruttiva, elemento fondamentale per il buon funzionamento della Commissione. Abbiamo sopportato a lungo questo protagonismo, ma dopo l’ultimo indecoroso spettacolo riteniamo che il vaso sia colmo”.
A stretto giro è arrivata la replica di Emili, secondo il quale in realtà avrebbe stoppato lui la forzatura caldeggiata dalla maggioranza di abbassare il quorum per la validità delle delibere approvate dal Consiglio comunale a causa della difficoltà di tenere unita la maggioranza. Tanto più alla vigilia di un pronunciamento del Tar, cui ha fatto ricorso il centrosinistra dopo la bagarre scatenatasi a novembre in occasione dell’approvazione del bilancio consolidato con numeri contestati dall’opposizione.
Al di là del del merito dello scontro, quest’ultima baruffa segna la formalizzazione di un divorzio politico già chiaramente celebrato da ormai tre anni. Ma che non si tratti di un problema circoscritto a un singolo consigliere lo dimostra lo strappo dei transfughi da Fratelli d’Italia (tra i quali il presidente dello stesso Consiglio comunale Claudio Valentini), come pure la necessità di imbarcare in maggioranza due eletti nelle file dell’opposizione, circostanza acidamente ricordata dallo stesso Emili.
E se le acque in casa centrodestra non fossero già abbastanza agitate, a dare un ulteriore scossone ci ha pensato giovedì il potente assessore leghista al Personale e Polizia locale Oreste De Santis. Come riportato dal Corriere di Rieti, De Santis ha promesso sostegno al sindaco fino alla scadenza naturale del suo mandato nel 2027, dopo di che la Lega è pronta a presentarsi all’elettorato con un proprio candidato e con l’appoggio di alcune liste civiche.
Insomma, lealtà sì, ma a tempo determinato, in vista di un auspicato ricambio sulla poltrona più alta di Palazzo di Città. Il monito suona tanto più allarmante per Sinibaldi (che ieri non a caso ha convocato una riunione d’urgenza della giunta) in quanto il suo assessore ha chiarito di non parlare a titolo personale ma per rappresentare “lo stato d’animo della Lega reatina, ripetutamente ferito negli ultimi mesi con considerazioni pesanti indirizzate ai nostri rappresentanti”.
Il clima all’interno della coalizione è piuttosto teso. La frattura consumatasi da ultimo in occasione delle elezioni a Contigliano, con Fratelli d’Italia e Lega schierati a sostegno di due candidati diversi, sembra destinata a non ricomporsi facilmente, anche alla luce delle valutazioni di De Santis sull’operato del sindaco. “Stiamo notando che Sinibaldi ultimamente ha molta visibilità lontano da Rieti e anche all’estero. Ecco, noi fra due anni saremo pronti ad accompagnarlo alla porta”. Più chiaro di così.
Da tempo è in corso un conflitto a bassa intensità tra i due principali partiti del centrodestra. La Lega fa ora la voce grossa con l’alleato, forte dei numeri stimati. “Noi e Fratelli d’Italia abbiamo lo stesso peso elettorale a Rieti e in provincia” ha rimarcato sicuro De Santis, rendendo ancor più chiara la distanza con il primo cittadino.
Adesso è il turno dei pompieri, a cominciare dal deputato Paolo Trancassini che di Sinibaldi è stato il primo sponsor ma che da un po’ di tempo sembra diventato più cauto rispetto al suo giovane pupillo, soprattutto dopo che in questi ultimi tre anni lo stesso non ha mai mancato di prendersi la scena nel tentativo di costruirsi un’immagine da leader. Lo dimostra da ultimo il lungo post autocelebrativo pubblicato ieri per festeggiare il terzo anniversario dall’elezione a sindaco, in cui non a caso si accredita come miglior allenatore per l’eterogenea squadra della destra reatina.
29-06-2025



