Vandali scatenati e politica inerme

22/06/2025 | Il domenicale, Notizie in evidenza

di Massimo Palozzi – Ha fatto parecchio rumore la notizia, uscita mercoledì, della multa comminata dai vigili urbani di Rimini alla mamma di un ragazzo di 14 anni per uso improprio dell’altalena in un parco. Nel capoluogo romagnolo i giochi sono infatti accessibili ai bambini fino a 12 anni e per di più il giovanotto stava maltrattando l’attrezzo. La vicenda risale a marzo ma se n’è avuta conoscenza in questi giorni, quando alla signora è stato notificato il verbale dell’infrazione con l’intimazione a pagare. È stata la donna stessa a rendere pubblico l’accaduto, manifestando profondo fastidio per la severità del provvedimento.

Uscendo dal caso specifico, la tutela dei beni pubblici è diventata una questione sempre più urgente anche da noi. Non c’è giorno che le redazioni non ricevano segnalazioni da parte di cittadini indignati per qualche atto di vandalismo, l’ultima ieri mattina con la staccionata divelta del cavalcavia di Porta d’Arce. Lo stesso vale per il Comune, tanto da spingere l’assessore al Bilancio e Patrimonio Andrea Sebastiani a un’inusuale intemerata contro i “danneggiamenti che quotidianamente qualche vandalo forse annoiato dalla calura estiva compie a danno dei nostri parchi e delle nostre strutture pubbliche”. L’elenco dei raid parte dal recentissimo caso del parco nel quartiere Micioccoli, preceduto qualche giorno fa da quanto accaduto in uno dei parchi nel quartiere di Campoloniano e settimane prima in quello di via Comotti. L’assessore ha quindi ricordato “a chi si diverte, magari la sera dopo qualche bicchiere di troppo o altro, che si tratta di patrimonio pubblico e che l’Amministrazione comunale per riqualificare e mantenere queste aree utilizza le risorse che tutti i cittadini riversano nelle casse comunali con il loro contributo”. E non è solo una questione di soldi. Secondo Sebastiani “questi atti non sono più accettabili non solo perché incidono sulla qualità della vita della stragrande maggioranza di famiglie oneste, responsabili e rispettose, ma anche perché danneggiano l’immagine della nostra città”. Dunque tolleranza zero, almeno nelle intenzioni, contro “soggetti che non sembra abbiano niente di meglio da fare e ai quali non è concesso non aver compreso il valore dei beni comuni”.

Per contrastare il fenomeno, il Comune ha quindi deciso di rafforzare la videosorveglianza e la collaborazione con le forze dell’ordine, invitando i cittadini a collaborare per individuare i responsabili affinché rispondano delle loro azioni di fronte alla giustizia ma, soprattutto, paghino le spese di rispristino delle zone danneggiate.

Lo sfogo dell’assessore è condivisibile nella sostanza ma colpisce per almeno un paio di motivi. Intanto sancisce la presa d’atto dell’abbandono e della progressiva perdita di controllo di sempre più ampie aree della città da parte dell’amministrazione locale. Qui infatti non si parla di quartieri isolati o periferie degradate. Gli atti di vandalismo colpiscono in maniera indiscriminata e diffusa lungo tutto il tessuto urbano con gli autori protetti da una bolla di sostanziale impunità.

La seconda fonte di preoccupazione nel ragionamento di Sebastiani è l’ammissione di impotenza istituzionale da parte di un amministratore che candidamente confessa l’inadeguatezza delle politiche (se mai ce ne sono state) per fronteggiare la deriva.

Sarebbe semplicistico gettare la croce addosso al Comune per le prodezze dei neovandali, spesso giovanissimi. Il problema è certamente culturale. Il rispetto del bene comune, la protezione degli spazi pubblici, il senso del dovere e l’osservanza delle regole si imparano in altri contesti, ma il messaggio che passa rischia di essere pericoloso.

Al netto dell’impostazione muscolare e dei toni da lotta dura e pura, il discorso di Sebastiani mostra una debolezza di fondo che il rumore dei cantieri sta ora coprendo ma che non tarderà a riemergere in tutta la sua deflagrante potenza. Proprio la fine delle opere legate al Pnrr costituirà infatti il primo banco di prova di fronte alle imprese dei lanzichenecchi scemi del ventunesimo secolo. Basta solo pensare al ventaglio di cose belle e nuove da rovinare che si offrirà a graffitari e danneggiatori seriali.

Da mesi “videosorveglianza” sembra diventata la parola magica. Ad oggi la moltiplicazione delle telecamere non ha sortito grandi effetti, almeno sul piano della deterrenza. Sarà forse più efficace sul fronte della repressione per eventualmente individuare i responsabili, ma la sensazione è che gli occhi elettronici siano indirizzati verso altri fini. Mercoledì, ad esempio, è stata avviata l’installazione di un nuovo T-Red (il quinto in città) al semaforo di via Di Fazio di fronte al campo da calcio “VecchiarellI” per sanzionare chi passa col rosso in direzione Campoloniano-via Renzo de Felice. L’impianto entrerà in funzione nelle prossime settimane, previa comunicazione da parte del Comune.

L’onestà intellettuale dell’assessore Sebastiani è apprezzabile, così come genuine sono le sue intenzioni di eradicare il fenomeno vandalismo. Le mosse della politica locale non autorizzano tuttavia eccessive illusioni, come dimostrano il proliferare di piazze di spaccio in pieno centro storico o nelle sue immediate vicinanze, la malamovida dei fine settimana e la generalizzata incuria di molti quadranti di Rieti, fuori dalle grandi opere pubbliche di rigenerazione urbana e trascurati anche rispetto ai piccoli interventi di ordinaria amministrazione.

 

22-06-2025

Condividi su:

Format Rieti Maggio-Giugno 2026

Categorie

Archivio