Rieti saluta Stelvio Iacoboni, un’altra pagina di storia cittadina che si chiude

2/06/2025 | Notizie in evidenza, Storie e persone

di Fabrizio Tomassoni – La scomparsa dell’amico Stelvio Iacoboni chiude un’altra pagina di storia cittadina, cresciuta tra i vicoli vocianti di una Rieti ormai archiviata.

Cugino dei fratelli Alberto e Tonino Tomassoni (la mamma era de issi de Culecchja), Stelvio aveva ereditato dal papà il mestiere di tassinaro, quando a Rieti i taxi erano circa una ventina, divisi tra piazza del Comune, stazione fs e piazza Cavour.

Il suo 1300 nero lo contraddistingueva al pari della sua ‘stazza’: quella stessa ‘stazza’ che mise paura ai tifosi avversari al Palasport di Pesaro in occasione dello spareggio per la serie A tra Brina Rieti e Ivlas Vigevano del giugno 1973.

Poi per Stelvio ci fu la stagione della boxe con la Pugilistica Borgo: era un mediomassimo naturale e il ricordo della sua esibizione nel sotto-clou del match tra Vittorio Ferri ed Elio Cotena al “Moderno” è ancora presente a molti. Lo tradirono l’emozione e l’inesperienza, costringendolo all’abbandono ai primissimi gong…«sì Valentinu meu…quanno ajo sentiti li burgheciani strillà Stelvio, Stelvio non c’ajo capitu più gnente…» raccontò a mio padre. Ma Stelvio era così: un buono, un reatino tra i reatini del suo tempo…un tempo positivo.

Con il suo cugino Alberto dette, successivamente, vita a qualche anno de La braticula, trattoria tipica situata a via Terenzio Varrone. Si straziò quando dovette portare a spalla la bara del suo carissimo cugino Tonino, scomparso a soli 46 anni di età, mentre restò smarrito nel gennaio 2021 allorché ci lasciò anche Alberto…il numero 10.

Le figlie Cristiana ed Enrica, poi, erano il suo vanto, davvero ben ripagato.

Al momento della sua dipartita, il ricordo di Stelvio Iacoboni si fonde ancora con la sua passione per la Rieti Calcio e tornano alla mente, come un nostalgico ritornello, tutte le volte che mi incontrava a Piazza Cavour su quella sua inseparabile bicicletta…«Tomassò, ce la facemo a salvacce?…Ma com’è che isti giocatori non sau stoppà nemmeno lu pallone…?» e proseguiva a solcare il quartiere con quegli inconfondibili straccali indosso.

Caro Stelvio, riposa in pace e salutaci lassù quei tanti giocatori amarantocelesti per i quali strillavi a modo tuo…Forza Rieti!

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