di Marco Ferroni – Sboccia la primavera, e in casa Fc Rieti 1936 cominciano a vedersi i frutti coltivati durante una stagione a dir poco complicata, dove le ‘gelate’ improvvise, spesso hanno rischiato di ‘bruciare’ tutto ciò che stava venendo su dalla terra.
Merito principalmente a quel gran lavoratore di Stefano Scaricamazza, un allenatore esperto e navigato, uno che conosce la categoria, le insidie presenti nella stessa, ma anche i segreti e le strategie necessarie per far sì che prima che l’estate prenda il sopravvento, possa rientrare ‘a casa’ con un ‘raccolto’ dignitoso.
Volendo immaginare il Rieti come un orto da coltivare e Scaricamazza come un contadino saggio e sapiente, si può ben dire che, a ridosso della Santa Pasqua, la formazione amarantoceleste può considerarsi finalmente ‘matura’ e pronta da cogliere, riuscendo ad accontentare anche i palati fini dei più critici. Dopo aver avvicendato tanti giocatori e soprattutto tre allenatori, la società sperava in un epilogo felice: all’aritmetica salvezza mancano ormai appena 2 punti, che probabilmente arriveranno ancor prima di andare in pubblicazione con questo resoconto, ma è chiaro ed evidente che a fare la differenza sono stati i risultati ottenuti negli ultimi sessanta giorni: 11 punti in 8 giornate, la testa fuori dalla zona playout e la possibilità di disputare gli ultimi cinque incontri stagionali con meno pathos e più serenità.
Ora per Scaricamazza e i suoi ragazzi, l’obiettivo primario diventa quello di attestarsi definitivamente nella parte destra della classifica, magari accontentando pure i desiderata della proprietà che, in tempi non sospetti, mirava a un piazzamento d’onore, subito dopo quelle quattro/cinque di testa che attualmente si stanno contendendo non solo la promozione in serie D (il Valmontone è ormai a un passo avendo un vantaggio abissale sulle dirette avversarie), ma anche la qualificazione alla post season che darà diritto alla vincitrice, di affrontare la vincente del playoff dell’altro girone per poi accedere alla fase nazionale.
Il futuro – E una volta definite le varie posizioni di classifica, sarà finalmente possibile voltare pagina e pensare al futuro: la società è a un passo dalla riconferma di Stefano Scaricamazza sulla panchina amarantoceleste, un tecnico peraltro ‘di casa’ essendo originario di Forano, dal quale ripartire per un progetto ambizioso e ben strutturato. Al suo fianco dovrà essere nominato un direttore sportivo ‘di categoria’ o – perché no – di caratura superiore e il sogno sarebbe quello di arrivare all’attuale ds dell’Orvietana (serie D) Severino Capretti, per ricreare un’accoppiata che già in passato ha ben fatto al timone dell’allora Valle del Tevere, squadra sabina arrivata a un passo dalla serie D. Vedremo.
Si salvi chi può – Spostandoci in Promozione, invece, il tenore del resoconto è tutt’altro che roseo perché attualmente due delle tre formazioni sabine presenti nel girone B sono invischiate nella zona playout e difficilmente riusciranno a scrollarsela di dosso con appena 8 turni rimasti da giocare.
Situazione complicatissima per il Cantalice, quart’ultimo, a quota 28 punti, scenario altrettanto complicato per il Valle del Peschiera, quint’ultimo con 32 punti, entrambe costrette, ad oggi, a giocarsi la permanenza in Promozione attraverso lo spareggio-salvezza. Un pelino meglio il Poggio Mirteto che vincendo il derby proprio col Valle del Peschiera (5-0) per ora si è tirato fuori dal mischione, ma per la truppa sabina sarà necessario confermare questo trend per evitare il peggio.
Corvaro in prima – In conclusione di rubrica, impossibile non menzionare la cavalcata trionfale dello Sporting Corvaro, che al termine di un avvincente duello stagionale con Piazza Tevere, conquista una storica promozione in Prima categoria con un turno d’anticipo sulla tabella di marcia.



