Tanti, tra ragazze e ragazzi, con gli occhi velati dalle lacrime, si sono stretti insieme, sgomenti, alla manifestazione organizzata dai rappresentanti della Facoltà di Medicina e Odontoiatria, tenutasi a Palazzo Aluffi in memoria di Ilaria Sula, giovane studentessa iscritta alla Sapienza, uccisa brutalmente dal suo ex fidanzato. La commemorazione seguiva il momento già vissuto a Roma, dove la Comunità Sapienza si era raccolta davanti all’edificio di Statistica, lasciando un fiore in segno di omaggio e di silenziosa ribellione.
Un flash mob per dire basta alla violenza sulle donne, per denunciare l’assurdità di una brutalità che nasce dal desiderio di possesso e dall’incapacità di accettare un “no”. La partecipazione è stata intensa e sincera: studenti e studentesse sono usciti dalle aule durante le lezioni, hanno scelto di esserci. Hanno osservato un minuto di rumore, rompendo il silenzio con forza, per Ilaria, per Sara ed anche per tutte le altre. “Non c’è psicologia, filosofia, che può spiegare quanto sta accadendo. Io mi vergogno di essere uomo. Ve lo dico perché ho un figlio maschio e una figlia femmina che cresceranno. Non basta l’educazione emozionale: certi uomini non li fermeremo mai a meno che non ci difendiamo: solo l’unione tra uomini e donne, tra ragazzi e ragazze che si uniscono e comunicano tra loro, può sconfiggere questa aberrazione” ha detto il professor Caraccia di Filosofia nel suo intervento. Poi hanno ascoltato Chiara Focaroli cantare, immobili, con i volti segnati dallo sgomento. E infine, lentamente, dopo aver lasciato un fiore, sono tornati in aula, ringraziati da Michael Giovannetti, Mathias Cabras, Camilla Marotti Torchia, Francesco Fantozzi, per aver voluto dare un segno importante di ribellione a quanto sta accadendo. Alla manifestazione hanno preso parte anche i Centri antiviolenza cittadini ‘Il Nido di Ana’ e ‘Angelita’, l’assessora alla Cultura, alle Politiche Scolastiche e all’Università, Letizia Rosati, visibilmente colpita. Anche lei ha condiviso il dolore profondo di una generazione ferita, che si ritrova a fare i conti con tragedie inaccettabili.
(servizio di R. Fagiani)



