SUL TETTO DEL MONDO – Prende le misure al primo salto, abbondantemente nullo (19,5 cm). Niente paura: Mattia Furlani sistema la nuova rincorsa, introdotta quest’anno, un piede e mezzo più indietro. La stoccata arriva al secondo tentativo, un 8,30 con pedana quasi perfetta, lasciando sull’asse di battuta soltanto 2,5 cm, e con una velocità d’ingresso da brividi: rilevazione ufficiale da 38,30 km/h. Il bronzo olimpico (8,38 di personale l’anno scorso, 8,37 in questa stagione indoor) disegna il suo meraviglioso ‘tre passi e mezzo’ in aria e si porta in testa alla gara, subito decollata, anche in virtù degli 8,28 di Adcock e Pinnock. Nullo il terzo (12,2 cm) mentre è momentaneamente nono il greco Tentoglou che però guadagna un altro salto, alla luce del meccanismo che, in questa edizione, promuove i primi dieci classificati dopo tre turni: un salto che recita 8,14, misura che lo riporta in corsa, al quinto posto. È una lotta sempre più accesa: Pinnock si avvicina con 8,29, sale in seconda posizione ma resta ancora dietro all’azzurro che atterra a 8,28 regalando 16,1 centimetri allo stacco. Nullo (di 3,4 cm) e meno lungo il quinto di Furlani con le posizioni che restano immutate. Non si migliorano gli avversari all’ultimo salto e Furlani, già sicuro dell’oro, chiude con 8,21. Per un centimetro era stato d’argento, ai recenti Europei indoor di Apeldoorn, e per un centimetro stavolta si laurea campione mondiale.
foto Grana/Fidal



