Si svolgeranno oggi, giovedì alle 15:00 presso la Chiesa di Sant’Agostino i funerali di Carlo (Carletto) Marinozzi. L’imprenditore terminillese che scrisse pagine di storia, ben raccontate da ‘Terminillo una montagna di ricordi’ di Franco Ferriani e Giuliano Rossi
“Carlo Marinozzi, figlio di piccoli industriali marchigiani con stabilimento nel settore laniero a Rieti, aveva soggiornato da piccolo al Terminillo con la famiglia sfollata nel momento più cruento della seconda guerra mondiale, quando anche il capoluogo sabino fu preso di mira dalle bombe e dai mitragliamenti alleati. In effetti l’obiettivo doveva essere il locale aeroporto, ma i piloti dei B 29 non si curarono molto di centrare l’obiettivo e così molti abitanti del “borgo” rimasero uccisi. Poi a guerra finita Carlo continuò a frequentare la montagna di Roma diventando un ottimo sciatore e partecipando agonisticamente a molte gare con i colori dello Sci Club Terminillo. Si maritò con Maria Luisa Tosoni una delle nipoti reatine di Gaetano Turilli, proprietario dell’Hotel Plaza di Roma e del “Villa Aurora” al Terminillo.
Da quest’ultimo, Carletto, che ne fu direttore fino al 1965, maturò la professione di albergatore, mentre le signore Pacetti, eredi Turilli, vendettero nello stesso periodo l’”Aurora” dandola in pasto ad un “palazzinaro” che declassò l’albergo trasformandolo in residence. Diciamo, purtroppo, perché gli anni ‘60 segnarono la punta massima degli alberghi convertiti in condomini. Va comunque detto che alla morte di Turilli, Maria Luisa Tosoni ereditò una quota del patrimonio dello zio con la quale finanziò, almeno parzialmente, la costruzione del Togo quando Lei e Carletto decisero di continuare a fare gli albergatori in proprio. Iniziarono acquistando un terreno di fronte al “Cavallino Bianco” dal colonnello Giano Rossi di Lisciano. Una breve parentesi per significare che la superficie del terreno acquistato non fu sufficiente per l’immobile e si rese necessario occupare parte del suolo demaniale confinante vincolato dall’uso civico. L’accaduto procurò non pochi guai ai Marinozzi poi risolti nel tempo a seguito di una complessa e lunga procedura di legittimazione contratta con la Commissione Centrale per la Liquidazione dell’Uso Civico di Roma preseduta dall’ex pretore di Palestrina Pietro Federico. Fino dagli inizi della costruzione Carletto aveva coinvolto nell’investimento “Togo” il cognato medico, Mario Bargellini marito dell’altra sorella Tosoni, personaggio di spicco nel mondo medico reatino e socio di prestigio per il “Togo”. Dopo l’inaugurazione l’albergo a quattro stelle conquistò la fama che avevano avuto precedentemente il “Roma” e il “Savoia” ospitando cognomi importanti e personaggi VIP dello spettacolo e del gota culturale romano. Fra i suoi frequentatori abituali vogliamo ricordare Luigi Zampa, sulla breccia cinematografica fin dal 1937 con il film “Fra Diavolo” del 1940. Era un ottimo sciatore, che al Terminillo trovava il tempo e l’atmosfera più congeniale per ideare i suoi films. Ottimo sciatore anche suo figlio Fabrizio detto “Tippete” che negli anni ‘60 era il batterista del gruppo musicale “I Flippers”. Curiosamente, la voce solista del complesso era quella di un ancora sconosciuto Lucio Dalla.
Fra gli altri ospiti, politici e non, negli anni ‘70 troviamo spesso Arnaldo Forlani, capo del governo nel’80 che raggiungeva il “Togo” in elicottero; l’industriale cagliaritano Dalmasso, soprannominato “formaggino” del quale si diceva che fosse cresciuto in braccio a una “tata” fin quasi alla pubertà. Ricordiamo ancora il principe Pacelli, nipote di Pio XII e una delegazione della Repubblica di San Marino guidata dal ministro dei trasporti ospite della Funivia del Terminillo nel febbraio del ‘74. Carlo Marinozzi negli anni ‘90 cominciò a rimuginare l’idea di vendere, cosa che fece nel 1996 a favore di Loris Casadei, imprenditore terminillese con radici romagnole nel settore alberghiero. Loris, ancora ragazzo, si era trasferito con la sorella Lora e i genitori venuti a gestire l’albergo “Regina” di Angelina Eleuteri, conduzione che tennero solo per alcuni anni. Casadei nel tempo intraprese altre attività, acquistando altri due alberghi ristrutturati dalla sua stessa impresa di costruzioni… “
(si ringrazia Giancarlo Faraglia)



