Dopo l’intervista del Corriere della Sera al Governatore della Regione Lazio Francesco Rocca (Leggi qui) è giunta la prima risposta, quella del dottor Paolo Bigliocchi ex sindaco di Rieti e storico medico di famiglia.
“Leggendo quanto detto dal Presidente Rocca sulla sua idea di riorganizzazione del rapporto con i medici di base dovrei essere sorpreso ma in realtà non lo sono.
Non lo sono perché da molto tempo si parla di questo e ricordo il Ministro Giorgetti lamentarne l’inutilità in epoca di internet.
Il rapporto di lavoro tra medici di base e SSN, quindi anche con le Regioni, attualmente è quello di liberi professionisti a rapporto convenzionale pagati in modo forfettario in base al numero dei cittadini assistiti con l’impegno orario e con la copertura totale delle spese di gestione dell’attività.
Rocca parla di lavoro dipendente e lo fa nel modo peggiore dando la sensazione che si stia parlando di una categoria di nulla facenti che sfruttano il sistema ed usando toni militaristici nel dire “se fossero dipendenti li sposterei dove ritengo necessario”.
Nel fare questo contribuisce, cosa che la Regione già fa con continue circolari, a delegittimare una figura che ha un ruolo importante nel sistema sociale che viviamo e che è riferimento per i cittadini e per i fragili.
Usa luoghi comuni senza entrare nel profondo dei problemi e li accusa di non essere filtro valido rispetto agli accessi al PS ed ignorando che molto spesso quegli accessi sono spontanei da parte di cittadini che cercano di aggirare le interminabili liste di attesa per la diagnostica.
Lo fa ignorando quanto sia cambiata la medicina in questi anni e come oggi la diagnostica strumentale sia diventata prioritaria nella diagnosi e come per i medici di base sia difficile garantire ai pazienti una diagnosi precoce proprio per non avere accesso ai mezzi tecnici che anche i pazienti, ormai informati da internet, spesso chiedono.
Lo fa mandando ai medici di base circolari che li invitano a dover giustificare l’utilizzo di quei mezzi diagnostici in base alle linee guida regionali, smentito peraltro da una sentenza della Cassazione che dice con chiarezza che i medici per la salvaguardia della salute possono ignorarle.
Insomma mi sembra che il buon Presidente voglia addossare ai medici di base la responsabilità di un sistema che non funziona scaricando su di loro contumelie per il rapporto economico ed attaccando anche l’Ente previdenziale della categoria che da anni è appetito, stante la situazione economica, dalla previdenza pubblica.
Vedremo cosa accadrà e bisogna essere aperti a cambiamenti valorizzando però e non umiliando professionalità che sono la base del nostro sistema sanitario ad iniziare dalla storica figura del medico condotto.
Sarei soddisfatto però se il Presidente Rocca facesse quanto gli compete ad iniziare per esempio da quelle case della comunità” previste dai fondi del Pnrr e di cui non si ha notizia, dalle liste di attesa, dal dare risposte concrete e non chiacchiere al tema degli ospedali da rigenerare (di Rieti non abbiamo notizie).
Per ora di certo c’è un milionario finanziamento alla Sanità privata del suo amico Angelucci giustificato dalle difficoltà della sanità pubblica.
Ma forse è Lui, che ha tenuto la delega, a dover impegnarsi di più”.
Format rimane in attesa di eventuali altre osservazioni (rietiformat@gmail.com)
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