Sotto indagine Padre Lucio Boldrin: stupore e incredulità tra la collettività reatina

17/01/2025 | Cronaca

padre lucio Boldrin

“Favori ai detenuti in attesa di giudizio, indagato don Lucio, cappellano di Rebibbia” la notizia apparsa sul quotidiano La Repubblica  ha scosso gli ambienti, reatini e non,  in cui padre Lucio è ben conosciuto riscuotendo rispetto e ammirazione per la sua opera di soccorso in favore degli ultimi e dei più fragili. Proprio recentemente sulla nostra rivista era apparso l’articolo a sua firma che ribadiva convinzioni nate dopo anni ormai di presenza al fianco dei suoi ‘ragazzacci’ “Mi accingo a scrivervi qualcosa in merito alla realtà carceraria non senza difficoltà e ritrosia e pessimismo perché sono stanco di parole e parole” – scriveva Padre Lucio da anni ormai cappellano di Rebibbia, struttura che ‘abita’ dalle 8.30 alle 19.30 sei giorni su sette –  “Non mi soffermerò sui numeri dei suicidi tra i detenuti e gli agenti di polizia penitenziaria, il sovraffollamento e la sempre maggiore crescente mancanza di agenti e del personale medico, paramedico e di persone nell’area educativa, e neppure delle condizioni delle carceri italiane obsolete e carenti a livello igienico..” così iniziava ricordando come “il carcere è lo specchio della società: tutto ha un prezzo! E tutto costa di più. Molto di più. Anche la droga e la grappa fatta in cella, anche se vietata, gira in abbondanza. La droga entra attraverso i mezzi “più ingegnosi” e il “dio denaro” la fa da padrone e fa la differenza così come fuori dal carcere. Sia per la possibilità d’acquisto…o per avere i migliori avvocati.
Ci sono detenuti che hanno familiari vicino e possono riceverli a colloquio e avere ricariche di soldi, cibo e vestiario settimanalmente. Chi ha i parenti lontani, gli stranieri (circa il 50 per cento nelle carceri italiane. In maggioranza al centro nord, meno al sud), i tanti clochard, vivono spesso la solitudine più profonda e disperata, anche per la difficoltà di parlare la nostra lingua. In carcere ci sono persone in attesa del primo giudizio e non sanno nemmeno se saranno dichiarati innocenti o colpevoli. Avverto ogni giorno che passa più tristezza e mi sento sempre più piccolo e incapace di far sentire la mia voce e di tanti “miei ragazzacci” che se aiutati, potrebbero essere una risorsa lavorativa e umana per la nostra società….. il carcere è sempre più una discarica dove le persone vengo buttate e inascoltate, calpestate nei loro diritti, quelli che invece la Costituzione italiana richiederebbe. Invisibili, autori di reati comuni che scontano pene vivendo in condizioni terribili. Tanto che alcuni arrivano a scelte estreme: qualcuno si taglia il corpo o fa lo sciopero della fame.
Poi dopo due giorni di infermeria, torna però nel proprio limbo. Non tutte le persone che sono nelle carceri sono delinquenti incalliti.
Ci sono anche degli innocenti o persone che hanno sbagliato per un periodo limitato della propria vita. Non si può entrare in carcere e uscirne malati o peggiorati. Il reato va punito, ma le persone vanno rispettate”.

Ed era stato proprio il Santo Padre, pochi giorni fa, primo Pontefice della storia,  ad aprire una Porta Santa non in una Basilica ma all’interno di un penitenziario divenuto per un giorno “Basilica” esso stesso. Ha voluto compiere questo gesto per portare il dono della speranza – tema dell’intero Anno Santo – in un luogo di reclusione e ristrettezze dove è facile che essa vada perduta.

L’azione di padre Lucio nel mantenere accesa ogni giorno la fiammella della speranza va avanti da anni senza sosta con ogni mezzo. Ciò che si contesta oggi a padre Lucio Boldrin, e che al momento gli ha chiuso le porte di Rebibbia, è di aver stampato i messaggi sms e WhatsApp ricevuti dai familiari per consegnarli ai detenuti. “Il punto – sottolinea oggi il Corriere della Sera – è capire se effettivamente  abbia violato il codice penale o semplicemente abbia commesso una leggerezza nello svolgimento di un ruolo oggettivamente delicato come il suo”

 

17_01_25

 

Condividi su:

Format Rieti Settembre-Ottobre 2026

Categorie

Archivio