Anno nuovo problemi vecchi

12/01/2025 | Il domenicale, Notizie in evidenza

Sottopasso via Velinia foto Gianluca Pasquali

di Massimo Palozzi – Se il 2025 ha portato la novità dell’anno giubilare, irrisolti sono invece rimasti tanti vecchi problemi. Ad esempio, i tempi per la chiusura di alcuni cantieri non sono stati rispettati e inevitabili sono esplose lamentele e polemiche.

Interpellata dal Messaggero, Anas ha risposto giovedì sullo stato dei lavori relativi al ponte sul Turano e al sottopasso di via Velinia. Risposto per modo di dire, perché i termini tecnici abbondantemente utilizzati non hanno fatto altro che confermare quello che già è sotto gli occhi di tutti e cioè che gli interventi hanno subito vistosi rallentamenti. “I lavori per la realizzazione del nuovo ponte sul Turano sono stati caratterizzati dalla presenza di una interferenza risolta con grande difficoltà da parte dell’Ente gestore, con conseguente riduzione di produzione del cantiere e accumulo di ritardo nei lavori”, si legge nella nota di Anas pubblicata dal quotidiano. Comunque, “gli interventi procedono con regolarità, con l’impegno assunto da parte dell’impresa a effettuare più turni di lavoro, al fine di contenere i tempi di completamento”.

La viabilità nella zona del ponte sulla Tancia è bloccata dal 15 aprile scorso, sebbene i lavori siano effettivamente partiti solo 70 giorni più tardi: un ossimorico ritardo anticipato che ha notevolmente influito sulla consegna dell’opera prevista dal sindaco Daniele Sinibladi per gennaio 2025, all’esito del sopralluogo condotto a settembre.

Se Anas si esime prudentemente dal fornire indicazioni sul termine dei lavori, c’è chi stima per lo meno un altro paio di mesi per eliminare il cantiere. Sono invece tre i mesi di proroga della chiusura al traffico della strada provinciale 45 “Rieti – Contigliano – Cottanello” appena decisi dalla Provincia. Fino al 31 marzo niente transito né sosta lungo l’arteria oggetto dei lavori partiti il 27 maggio per il rifacimento del manto stradale grazie a un finanziamento di 430mila euro, destinato soprattutto a risistemare il valico di Fontecerro. La scadenza dello scorso 31 dicembre si è dunque rivelata eccessivamente ottimistica. Se ne riparlerà a primavera.

Nessuna indicazione da parte di Anas nemmeno per quanto riguarda i tempi di completamento del sottopasso di via Velinia. Divenuto tristemente famoso per i continui allagamenti che costringevano a chiuderlo a ogni pioggia un po’ abbondante, oggi si presenta come un piccolo stagno che ha scatenato l’amara ironia dei reatini. “Le lavorazioni sono state condizionate dalla presenza di acqua maggiore del previsto e dall’interferenza con un acquedotto in pressione. Entrambi i fattori hanno indotto una riduzione della produzione del cantiere” è stata la spiegazione fornita al Messaggero. L’aspetto positivo è che “a partire dalla metà di novembre, le problematiche relative alla presenza di acqua sono state circoscritte e parzialmente risolte”, mentre l’impresa “sta profondendo il massimo impegno anche attraverso il lavoro su più turni”.

Che si tratti di interventi complessi non c’è dubbio, così come inevitabili sono gli imprevisti e gli inconvenienti inattesi. I tempi per il ritorno alla fruizione delle infrastrutture non sono tuttavia un fattore secondario, visti gli enormi disagi prodotti all’intera popolazione e, in particolare, alle attività commerciali delle zone interessate. Tanto più in un frangente che vede in contemporanea una serie di cantieri dedicati alla viabilità, la cui apertura sta ornai incidendo pesantemente sulla qualità della vita dei residenti.

E se sul fronte strade le cose non procedono come dovrebbero, il Terminillo continua a soffrire per l’inclemenza del clima e la mancanza di soluzioni alternative. La neve scesa prima di Natale ha portato un po’ di sollievo a imprenditori e maestri di sci, ma è stato un beneficio effimero. Il gelo prima e le scarse precipitazioni poi hanno indotto Asm a chiudere gli impianti nella cruciale settimana dell’Epifania, flagellata pure dalla pioggia e dal rialzo delle temperature. Sollecitata dalla Scuola sci, l’azienda ha cercato di porre un parziale rimedio trasportando sulla mezza Togo la neve accumulatasi nelle zone più protette. Da salvare, oltre al week end, c’è la stagione dedicata alle settimane bianche soprattutto delle scolaresche, che costituiscono una preziosa fonte di introiti per gli operatori del settore.

Sembra però l’ennesima mossa della disperazione. Paragonabile alla proroga di un anno della cassa integrazione per i dipendenti della Imr Industries concordata nel corso di un incontro tenuto giovedì presso la sede aziendale di via Emilio Greco tra direzione, sindacati, Unindustria Rieti, Regione Lazio, ministero del Lavoro e ministero delle Imprese e del Made in Italy.

La società lombarda, attiva nel settore automobilistico, nel 2021 ha raccolto l’eredità della Lombardini, con un piano occupazionale e produttivo che avrebbe garantito, almeno nelle intenzioni iniziali, il reintegro di ciascun lavoratore. Ad oggi la Imr conta a Rieti 93 dipendenti, tutti in cassa integrazione.

Da un lato, l’estensione all’intero 2025 dell’ammortizzatore sociale garantisce un po’ di respiro al personale e all’azienda stessa, alle prese con la pessima congiuntura del mercato dell’auto. Dall’altro, rappresenta l’ennesima doccia fredda sull’economia reatina che non riesce ad emanciparsi da un evidente stato di difficoltà.

 

12-01-2025

foto  Gianluca Pasquali

Condividi su:

Format Rieti Settembre-Ottobre 2026

Categorie

Archivio