Marzo 2018

35° ANNIVERSARIO DELL'ASS. CULTURALE REATINA DOMENICO PETRINI

E ‘ stato celebrato  all’Auditorium Varrone di Rieti il 35° anniversario della fondazione della Associazione culturale reatina Domenico Petrini. La manifestazione è avvenuta nel quadro di un concerto musicale offerto dagli allievi del Liceo Musicale di Rieti che per l’occasione hanno sfoggiato il meglio dei propri repertori entusiasmando il umeroso pubblico che ha affollato la sala di via T.Varrone messa a disposizione dalla Fondazione Varrone. A fare gli onori di casa la presidente della Associazione Dimitra Thanou e l’Assessore alla cultura del comune di Rieti Gianfranco Formichetti. Oratori per l’occasione Mons. Lorenzo Chiarinelli, il dott. Roberto Lorenzetti, il dott. Pietro Nelli e l’avv. Gianfranco Paris che ha ricordato ai presenti l’importanza e le opere di Domenico Petrini, uno degli intelletti più importanti nati nella città di Rieti nel secolo scorso nato nel 1902.
Si laurea nel 1923. Vince la cattedra di Italiano e Latino al Liceo Varrone di Rieti nel 1924 con un concorso dici furono giudici Adolfo Omodeo e Luigi Russo.

All’università aveva scelto come Maestro Cesare De Lollis con il quale stabilì un forte sodalizio culturale e  gli apre le colonne della prestigiosa rivista “La Cultura” sulla quale il giovane Domenico pubblicherà molte note, saggi e recensioni a partire dal 1923. In soli sette anni, egli pubblicherà 6 volumi di critica letteraria e ben 200 scritti pubblicati sulle più importanti e significative riveste, da quelle accademiche a quelle di avanguardia: dal “Giornale storico della letteratura italiana “ a “Solaria”. Nel 1928 fondò la “Biblioteca editrice di Rieti” che pubblicò la collana dei “ Quaderni Critici” che in due anni si arricchisce di 21 opere recanti i romeni più illustri della cultura italiana di quel momento: CROCE, FORTUNATO, VENTURI, TILGHER, PASQUALI, SANTOLI, CALOGERO e altri.
Nei “Quaderni critici” pubblica anche due suoi volumetti uno su Croce, in collaborazione con Calogero, e l’altro intitolato “Motivi del Risorgimento”.
Nel 1930 conseguì la libera docenza in Storia della letteratura italiana, ma non fece a tempo a diventarne titolare perché a gennaio del 1931 lasciò la vita terrena.
Per due anni tra il 1924 ed il 1925 collaborò al settimanale COSCIENTIA di Roma, una rivista di cultura politica diretta dal calvinista Giuseppe Vangale. Contemporaneamente collabora anche alla RIVOLUZIONE LIBERALE di Piero Gobetti e a NUOVA POLITICA in cui scrivevano i discepoli di Giovanni Gentile prima del fascismo.
Da sottolineare ancora  il sodalizio culturale con una delle più significative e autorevoli guide spirituali scelte volontariamente da Domenico Petrini: GIUSTINO FORTUNATO che dette origine ai QUADERNI CRITICI sui quali ripubblicò LE LETTERE DI GOETHE DA NAPOLI, una interpretazione del meridionalismo italiano in chiave europea 

 DISSERO DI LUI

BENEDETTO CROCE, in una lettera alla moglie del 1931, scrisse che lo considerava uno degli ingegni più eletti, delle anime più nobili, dei giovani più onesti. "NON CE NE SONO MOLTI. Ogni perdita di questa portata è un vero indebolimento della vita della nostra patria." 

BRUNO MIGLIORINI  "TANTO PAESANO nella pronuncia con troncamenti  romanesco- sabini; TANTO ITALIANO nel suo senso profondo della storia nazionale; TANTO EUROPEO nel collegare i fili maestri della vita nazional al testo continentale."

INDRO MONTANELLI, in un telegramma inviato alla ASSOCIAZIONE D.P. in occasione della conferenza di SALVATORE VALITUTTI,: "Consideratemi come uno dei più riverenti allievi e affezionati ammiratori di Domenico Petrini una delle più lucide e più fervide menti che abbiano illuminato la mia".

GIANFRANCO PARIS, in occasione del 35° anniversario della fondazione della Associazione a Lui intestata: "CE NE FOSSERO DI DOMENICO PETRINI A RIETI OGGI! DI GENTE COME LUI LA CITTA’ HA BISOGNO PER PREPARARE LA GIOVENTU’ A TEMPI MIGLIORI" 

 

 

 

 

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