di M. Festuccia – Ci sono viaggi che, quando li fai, non sai ancora che un giorno ti torneranno alla memoria.
Uno di questi, per me, è stato quello ad Abano Terme di tanti anni fa. Saranno passati 25 anni.
Accompagnavo Rino Panetti, che partecipava a un appuntamento del Club Magico Italiano.
Io, di quel mondo, sapevo poco. La magia, fino a quel momento, era soprattutto quella che si vedeva sul palcoscenico: un trucco, un’apparizione, una sparizione, qualche meraviglia.
Con Rino scoprii che dietro c’era molto altro.
Scoprii un mondo fatto di persone, idee, tecnica, creatività.
E soprattutto scoprii quanto Rino fosse immerso in quel mondo. Non era semplicemente uno che faceva magia: la studiava, la smontava, cercava di capire come funzionasse e, soprattutto, come poterla reinventare.
Da allora abbiamo condiviso parecchie cose.
Abbiamo fatto spettacoli in mille luoghi diversi, serate improbabili e serate memorabili.
C’è stato anche il Festival di Primavera.
Siamo stati una coppia ricorrente in diverse occasioni, compresi i famosi Capodanno, al Turano.
E poi ci sono stati i pomeriggi.
Quelli in cui ci si trovava senza necessariamente avere uno spettacolo da preparare. Si parlava, si provavano idee, si inventavano numeri. Lui mi faceva vedere le sue cose, io le mie.
Una cosa detta da uno diventava lo spunto per l’altro.
È anche così che si consolida un’amicizia: non soltanto attraverso i grandi momenti, ma attraverso tutte quelle ore che, mentre le vivi, sembrano semplicemente tempo passato insieme.
Poi le strade professionali si sono allargate.
Rino ha continuato a portare la magia sempre più lontano dai luoghi in cui normalmente la si immagina. Nei libri, nelle scuole, nelle università, nelle aziende, nella formazione.
Ha trovato nella magia uno strumento per parlare di creatività, innovazione, leadership, complessità. E io ho continuato a seguirne il percorso, con la curiosità di chi aveva avuto la fortuna di vederlo cominciare.
E poi c’è Format.
Rino per oltre 15 anni è stato uno dei suoi articolisti. Ogni volta ci ha regalato uno sguardo nuovo della magia, e con esso uno sguardo non scontato sulla nostra città.
Per questo, quando ho saputo di questo doppio, grande riconoscimento ricevuto da Rino ad Abano, ho avuto una strana sensazione.
Era come se, dopo 25 anni, fossimo tornati nello stesso punto. Ma con una storia completamente diversa alle spalle.
Quella volta ero io ad accompagnare Rino ad Abano.
Questa volta, ad aspettarlo, c’erano due riconoscimenti importanti.
Durante la cena di gala del 141° Congresso Internazionale di Magia del Club Magico Italiano, Rino è stato nominato Socio Benemerito del Club Magico Italiano.
E ha ricevuto anche il Premio Romeo Garatti, per la sua attività di autore e per gli articoli pubblicati su Magia Moderna, la storica rivista del Club.
Ho pensato a quel ragazzo che, tanti anni prima, ero andato ad accompagnare ad Abano.
E ho sorriso.
Perché nella magia esistono i giochi di prestigio, le illusioni, le sorprese. Ma esistono anche quelle coincidenze che sembrano costruite apposta da un bravo illusionista.
Venticinque anni dopo, Rino è tornato ad Abano.
E questa volta non ero io ad accompagnarlo.
Era Abano ad aspettare lui.
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