Maxi sequestro di banconote false: l’operazione dei Carabinieri

26/09/2026 | carabinieri, Cronaca

Duecentomila euro in banconote false nascosti in un’auto, due persone arrestate e un’indagine che potrebbe condurre alla stamperia clandestina. È il risultato dell’operazione condotta dai Carabinieri della Stazione di Magliano Sabina, con il supporto dell’Aliquota Operativa del N.O.R.M. della Compagnia di Poggio Mirteto, nella notte tra giovedì e venerdì.

L’episodio è avvenuto intorno alle 00.30, lungo la Flaminia, nel territorio di Magliano Sabina, non lontano dall’area della stazione e in prossimità del confine con l’Umbria. I militari, impegnati in un normale servizio di pattugliamento, hanno notato un’auto ferma in un’area di sosta, con tre persone a bordo. Un’attenzione che si è rivelata decisiva.

Alla vista dei Carabinieri, infatti, i tre sono scesi repentinamente dal veicolo e hanno tentato la fuga nelle campagne circostanti. I militari della Stazione si sono messi immediatamente all’inseguimento, riuscendo a intercettare l’uomo che si trovava alla guida dell’auto. Nel frattempo, gli altri due sono riusciti a dileguarsi.

Sul posto è intervenuta rapidamente anche l’Aliquota Operativa della Compagnia di Poggio Mirteto. Le ricerche sono proseguite nelle campagne circostanti e hanno consentito di individuare un secondo fuggitivo, che si era nascosto tra la vegetazione, nel territorio del vicino comune di Otricoli. Per la terza persona sono state immediatamente diramate le ricerche.

È stata quindi perquisita l’autovettura. All’interno i Carabinieri hanno trovato un ingente quantitativo di banconote da 50 euro. Complessivamente il denaro rinvenuto ammontava a circa 200 mila euro, dei quali circa 23 mila risultavano deteriorati e comunque non utilizzabili. La parte restante, pari a circa 177 mila euro, era invece costituita da banconote false apparentemente perfettamente realizzate.

Non si trattava, infatti, di contraffazioni facilmente riconoscibili. Secondo gli accertamenti, le banconote erano state realizzate con tecniche sofisticate e strumenti di stampa digitale di ultima generazione, tanto da poter risultare difficilmente distinguibili dalle banconote autentiche anche attraverso i normali controlli effettuati con apparecchiature automatiche. Una qualità della falsificazione che rende ancora più significativo l’intervento della pattuglia: è stato proprio l’intuito dei militari, di fronte a una situazione ritenuta sospetta, a far scattare il controllo che ha portato alla scoperta.

I due arrestati sono cittadini stranieri, uno di nazionalità tunisina e l’altro marocchina. Entrambi risultano regolarmente presenti sul territorio italiano, in possesso di permesso di soggiorno e beneficiari di protezione internazionale.

Gli investigatori ritengono che i due possano avere avuto il ruolo di corrieri all’interno di un’organizzazione più ampia. Gli approfondimenti sono tuttora in corso e l’obiettivo dell’indagine è anche quello di ricostruire la provenienza del denaro e individuare il luogo nel quale le banconote sarebbero state materialmente prodotte. Il sequestro, dunque, potrebbe rappresentare soltanto il primo tassello di un’inchiesta destinata a svilupparsi ulteriormente.

Le banconote sono state sottoposte a sequestro dopo essere state identificate come false e potenzialmente lesive della fede pubblica e della sicurezza della circolazione monetaria.

Per i due arrestati si procede per le ipotesi di reato riconducibili all’articolo 453 del Codice penale, che disciplina la “falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato, previo concerto, di monete falsificate”. La norma prevede la reclusione da tre a dodici anni e la multa da 516 a 3.098 euro per chi contraffà monete aventi corso legale, le altera oppure, in accordo con chi le ha falsificate o con un intermediario, le introduce nel territorio dello Stato, le detiene, le spende o le mette in circolazione.

I due sono stati messi a disposizione dell’Autorità giudiziaria della Procura della Repubblica di Rieti, con la collaborazione della Procura della Repubblica di Terni per gli aspetti di competenza.

Il maxi-sequestro riporta inoltre alla memoria un altro importante episodio di falsificazione monetaria che aveva interessato il territorio reatino nel febbraio 2024, quando un’indagine aveva portato alla scoperta di un gruppo di cittadini pakistani coinvolti nella circolazione di banconote contraffatte. Un precedente che conferma come il territorio possa essere interessato anche da traffici di denaro falso organizzati su scala più ampia e con collegamenti che vanno oltre i confini provinciali.

Questa volta, però, a far scattare l’operazione sono bastati una pattuglia, un’auto ferma nella notte e un comportamento ritenuto sospetto. E proprio quell’intuizione ha permesso di togliere dalla possibile circolazione 177 mila euro di banconote false, impedendo che un’ingente quantità di denaro contraffatto potesse finire nel circuito economico reale.

Ora resta da capire da dove provenissero quelle banconote e, soprattutto, dove si trovi la stamperia capace di produrle con un livello di sofisticazione tale da renderle difficilmente distinguibili dalle originali. È su questo che proseguiranno gli accertamenti degli investigatori.

ph G.Wind

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