Alberto Sordi “gattaro” per amore di Anna Magnani. È una delle tante storie meno conosciute dell’attore romano che emergono da “Alberto Sordi secret”, il docufilm scritto e diretto dal cugino Igor Righetti, che arriva a Rieti domenica 20 settembre, alle ore 21, nell’ambito del Rieti Film Festival.
E proprio l’aneddoto che lega due dei più grandi nomi del cinema italiano racconta un Sordi lontano dall’immagine dell’Albertone conosciuto dal grande pubblico. Sordi, racconta Righetti, accompagnava spesso di notte Anna Magnani a largo di Torre Argentina, a Roma, per dare da mangiare ai gatti che vivevano nell’area archeologica. Nannarella abitava poco distante e, grande amante degli animali, lo chiamava per farsi aiutare.
Sordi adorava soprattutto i cani e i cavalli, ma per la sua amica si trasformava volentieri in “gattaro”. E secondo il cugino Igor, dietro quella particolare amicizia poteva esserci anche qualcosa di più: “Era attratto dalle donne dal carattere forte e, da come ne parlava a mio nonno, era segretamente innamorato di Nannarella”.
È solo una delle storie che compongono “Alberto Sordi secret”, un lavoro che prova a raccontare l’uomo dietro il personaggio, partendo proprio dalla famiglia e dai ricordi personali di Righetti. Un Sordi riservatissimo, geloso della propria vita privata, che al pubblico aveva consegnato soprattutto il suo lavoro.
E così viene fuori anche un Alberto particolarmente legato agli animali. Ne ebbe 18 in tutto, tra cani di razza e meticci raccolti dopo essere stati abbandonati. Li teneva nella sua villa e, alla loro morte, li faceva seppellire nel giardino, piantando una rosa sulla loro sepoltura. Li considerava “amici veri e compagni fedeli”.
La fama di questa sua disponibilità aveva fatto addirittura nascere una leggenda a Roma: davanti al cancello della villa venivano lasciati cani abbandonati nella convinzione che Sordi li avrebbe accolti. Alcuni li prendeva davvero con sé, altri li affidava ad amici e parenti.
Ma nel docufilm c’è anche il Sordi bambino e adolescente, raccontato attraverso episodi familiari, fotografie, materiali d’archivio e una parte filmica girata in bianco e nero, con costumi e auto d’epoca. Un viaggio nella sua infanzia e negli anni in cui stava prendendo forma il sogno di diventare attore, nonostante il rapporto difficile con il padre che non voleva per lui quella carriera.
Righetti ha scelto di fermare il racconto cinematografico a Sordi diciassettenne, evitando di affidare a un attore adulto l’imitazione del grande interprete romano. “Di Alberto Sordi ce n’è stato uno solo”, ha spiegato.
Nel docufilm compaiono, tra gli altri, Fioretta Mari, Emanuela Aureli, Maurizio Mattioli, Enzo Salvi, Daniela Giordano, Mirko Frezza, Vincenzo Bocciarelli e Dado Coletti. La parte documentaristica raccoglie invece testimonianze e ricordi di persone che hanno conosciuto Sordi, insieme a materiali dell’Istituto Luce e fotografie di famiglia.
Un racconto nel quale, accanto al grande attore, emerge un uomo fatto anche di passioni, manie, riservatezza e affetti. E tra le curiosità c’è proprio quella che forse più di tutte restituisce un’immagine inattesa: Alberto Sordi che, di notte, gira per Roma insieme ad Anna Magnani con del cibo per i gatti.
Sarà questo Sordi meno conosciuto ad arrivare a Rieti con “Alberto Sordi secret”, il docufilm internazionale che ha già ottenuto diversi riconoscimenti e che dopo il percorso nelle sale si prepara a proseguire il suo cammino nei festival e sulle piattaforme.



