“Il nuovo anno scolastico ha avuto inizio con vecchi irrisolti problemi (organici incompleti, adeguamenti di alcune strutture scolastiche) ma anche con quelli nuovi come il riscaldamento eccessivo dei locali scolastici e l’ incontrollato dell’aumento dei carburanti – sottolinea Luciano Isceri Segretario Provinciale Snals-Confsal – Per il primo problema nell’immediato crediamo si possa fare poco per dotare le scuole di condizionatori, molto si sarebbe potuto fare con i fondi PNRR per gli interventi di adeguamento climatico ed efficientamento energetico delle scuole ( Missione 2 – Rivoluzione verde e transizione ecologica) e alla Missione 4 (Istruzione e ricerca). Forte il ritardo nella gestione dei fondi e lo stato di attuazione ma soprattutto la sottovalutazione del fattore clima.
Il piano finanziato prevede l’ammodernamento degli edifici scolastici attraverso due canali principali:
- Costruzione di nuove scuole con un investimento da 1 miliardo di euro;
- Messa in sicurezza e riqualificazione energetica con stanziamenti volti all’installazione di impianti da fonti rinnovabili (es. pannelli solari), isolamento termico delle pareti (cappotto), sostituzione degli infissi e ammodernamento dei sistemi di riscaldamento.
Nessuna misura è stata prevista per fronteggiare lo “Shock Climatico” e la questione climatizzazione; i fondi PNRR si concentrano infatti, prevalentemente, sull’efficienza invernale (riscaldamento e isolamento), trascurando il surriscaldamento estivo nonostante solo il 7,42% delle scuole italiane dispone di un impianto di climatizzazione o ventilazione attivo nelle aule.
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) per tamponare l’emergenza del caldo in aula ha stanziato un fondo straordinario di 20 milioni di euro per l’acquisto e l’installazione rapida di condizionatori e dispositivi di raffrescamento, la classica goccia nel deserto che poco o nulla inciderà se fine a se stessa.
Mentre nel breve la stagione autunnale ormai alle porte finirà per attenuare il disagio climatico, la crisi energetica non registra la benché minima inversione di tendenza e sta assumendo, di giorno in giorno, le caratteristiche di un problema serio ed incontrollato che incide profondamente sugli stipendi dei lavoratori della scuola che giornalmente percorrono anche 100km per raggiungere le varie sedi di servizio. Purtroppo stiamo registrando in questi giorni la decisione presa da decine di docenti ed ATA precari, fuori sede, costretti a non accettare la proposta di assunzione a tempo determinato a causa dei costi che giornalmente sarebbero costretti ad affrontare.
Non potendo ovviamente incidere in alcun modo sulla crisi energetica in corso riteniamo possibile e utile attenuarne gli effetti attraverso forme lavorative e attività collegiali a distanza contrattualmente previste al fine di ridurre gli spostamenti a quelli indispensabili.
Ci stiamo facendo carico di richiedere in sede di contrattazione di istituto di promuovere i necessari adempimenti per aggiornare i regolamenti interni per rendere possibile lo svolgimento a distanza delle attività collegiali.”
16_09_26



