Parcheggi, altro giro altra corsa

6/09/2026 | Il domenicale, Notizie in evidenza

Parcheggi a pagamento dichiarazione gruppo SoStare a Rieti

 

 

di Massimo Palozzi – Gli ultimi dieci giorni non hanno certo aiutato, ma la Fiera del Peperoncino che si conclude oggi c’entra molto poco con la sempre più complicata questione delle soste a pagamento. Il primo periodo di sperimentazione delle famigerate “Oasi blu” si è concluso infatti lo scorso luglio dopo nove mesi durante i quali l’amministrazione si era ripromessa di rilevare pregi e difetti del nuovo piano parcheggi prima di varare quello definitivo. Il periodo di prova non è stato tuttavia sufficiente, tanto che il Comune ha deciso di avviare un secondo ciclo sperimentale di uguale durata, affidando questa volta la gestione dei parcometri alla società Aj Mobilità al posto di Saba Italia incaricata in precedenza.

L’unica vera novità rispetto alla prima fase è la presa d’atto che dopo le sei di sera i parcheggi a pagamento restano pressoché deserti. Da qui la decisione di anticipare proprio a quell’ora il termine giornaliero per la sosta soggetta a tariffa, fissato in origine alle 19:30.

In attesa di aprile, quando si concluderà il secondo test, questa settimana ha tenuto banco l’elaborazione dei dati da parte di Open Rieti e la presa di posizione dell’agguerrito Comitato SoStare a Rieti, che fin dal primo momento ha avversato l’iniziativa cercando invano un confronto con l’amministrazione del capoluogo.

Secondo quanto reso noto da Open, a fronte di un affidamento diretto a Saba Italia di 139.500 euro (oltre 170mila con l’aggiunta dell’Iva), il Comune ne ha incassati 130.773, quindi meno di quanto speso, anche se con l’avvertenza che gli introiti potrebbero essere maggiori tenendo conto delle sanzioni e di altre eventuali voci di entrata.

I conti sembrano quindi non tornare. Commentando a fine luglio i risultati dei primi nove mesi di sperimentazione, l’assessore all’Urbanistica Giovanni Rositani aveva dichiarato che gli incassi derivanti dalla sosta avevano coperto e superato la cifra riconosciuta a Saba Italia per la gestione dei 383 stalli a pagamento istituiti in città e al Terminillo, mentre oggi quelle indicazioni parrebbero smentite dai numeri.

A rincarare la dose ci ha pensato SoStare a Rieti, che mercoledì ha diffuso una lunga nota per rilevare come “oggi assistiamo alla certificazione del fallimento di una iniziativa illogica, pensata e costruita male ben al di là del mero fattore economico. Se dopo una sperimentazione durata nove mesi, con disagi, confusione e strisce colorate a gogò, il Comune ha scoperto che “dopo le ore 18 si registra un progressivo e significativo calo dell’utilizzo degli stalli”, la situazione oltre a essere preoccupante è anche ridicola”.

“La cosa più preoccupante, però”, insistono dal Comitato, “è il rinnovo di questa sperimentazione con un altro affidamento diretto sotto la soglia dei 140mila euro, fatto solo per evitare di procedere a una gara così come previsto dalla legge. Secondo noi si tratta di un palese caso di frazionamento artificioso degli affidamenti”, proibito dalle norme che non ammettono la suddivisione di una commessa unitaria in più contratti di importo inferiore.

Il duplice affidamento diretto sotto soglia è uno dei tanti aspetti controversi, ma attenzione a non cavalcare in anticipo facili sensazionalismi. Giusto a giovedì risale la notizia dell’assoluzione da parte della Corte dei conti dell’ex sindaco Antonio Cicchetti e di tre ex dirigenti del Comune accusati di danno erariale per alcune consulenze sul controllo di gestione liquidate tra gennaio 2003 e marzo 2012. Dalla vicenda era nato anche un procedimento penale a carico di un dirigente (successivamente licenziato) e di due professionisti esterni, uno dei quali finito agli arresti domiciliari nel novembre 2012 insieme allo stesso dipendente comunale. L’iniziale imputazione di peculato venne derubricata ad abuso d’ufficio e mentre uno dei professionisti era stato dichiarato prescritto dal Tribunale di Rieti, per il collega e l’allora dirigente la condanna in primo grado è stata infine ribaltata in appello due anni fa con l’assoluzione pronunciata in seguito all’abolizione del reato di abuso d’ufficio.

La gestione burocratico-amministrativa della pratica va comunque di pari passo con quella più strettamente contenutistica. Le Oasi blu continuano a far discutere i reatini e la proroga della sperimentazione dimostra come a Palazzo di Città nessuno abbia ancora le idee chiare su come intervenire rispetto a un problema destinato a diventare prioritario. Con il ritorno alla normalità dopo i disagi dei cantieri del Pnrr, è facile prevedere che il nodo parcheggi scalerà rapidamente le priorità dei reatini, sia di quelli a caccia di un posto, sia dei residenti impossibilitati a lasciare la macchina nei pressi di casa, sia dei commercianti e dei professionisti a cui servono spazi adeguati per una clientela altrimenti destinata a cercare soluzioni diverse.

 

06-09-2026

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