Meloni ad Amatrice, il sindaco Cortellesi a Format “Nessuna cerimonia preparata, nessuna informativa al Governo”

27/08/2026 | Notizie in evidenza, Politica

L'abbraccio a Meloni Amatrice ph E. Cairoli

A riaccendere il dibattito sulla visita di Giorgia Meloni ad Amatrice sono state alcune ricostruzioni pubblicate nei giorni successivi alla cerimonia. In particolare, Repubblica e, successivamente, Open hanno riferito di preoccupazioni per possibili contestazioni alla presidente del Consiglio, anche alla luce dei recenti fischi ricevuti dalla premier a Taranto, e di indicazioni che sarebbero state date per evitare contestazioni durante la commemorazione.

Le cronache hanno inoltre evidenziato l’imponente presenza delle forze dell’ordine ad Amatrice, mentre fonti della Questura di Rieti hanno precisato che si trattava di “misure ordinarie” previste per eventi speciali e di particolare rilevanza.

È proprio su questo punto che il sindaco Giorgio Cortellesi, interpellato da Format Rieti, interviene per smentire categoricamente la ricostruzione di un dispositivo predisposto per impedire eventuali proteste e soprattutto l’esistenza di una sua informativa al Governo. “Non c’è nessuna informativa, non esiste-  afferma Cortellesi “Non ho inviato nessuna informativa”. E aggiunge: “Non è stata una cosa politica in cui bisognava difendere o proteggere qualcuno. Era una cerimonia di lutto”.

Sindaco Cortellesi, cosa conferma e cosa smentisce rispetto alle ricostruzioni circolate sulla visita della presidente del Consiglio Giorgia Meloni ad Amatrice? È vero che ci sarebbero state persone controllate fin dalle prime ore del mattino e che lei avrebbe dato indicazioni in questo senso?

“La cerimonia è stata pacifica, una cerimonia di lutto e di dolore per noi. Non c’è stata tutta la montatura di cui si è parlato. Tra l’altro mi è stato attribuito dal giornalista di Open di aver detto delle cose che non ho mai detto, da querela. Io avrei detto che sarebbero state impedite alle persone di passare o di fare determinate cose. Non ho fatto assolutamente nulla di tutto questo. Anche perché sono una persona intelligente e so perfettamente di non avere il potere di poter decidere certe cose”.

È stata quindi inoltrata un’informativa al Governo sulla presenza di eventuali contestatori?

“Non c’è nessuna informativa, non esiste. Tra l’altro le informative sono tracciate. Se avessi mandato un’informativa al Governo sarebbe proprio documentata, tracciata. Non ho mandato nessuna informativa. Sono tutte mistificazioni e mi dispiace tantissimo che siano state utilizzate, a prescindere dalla parte politica, per attaccare il Governo attuale, montando una serie di fatti che non sono mai accaduti”.

E per quanto riguarda la gestione della sicurezza? C’erano indicazioni per impedire alle persone di avvicinarsi alla presidente del Consiglio?

“No. Ci eravamo detti con i vari questori che le persone dovevano essere lasciate lì, perché non era una cosa politica in cui bisognava difendere o proteggere qualcuno. Era una cerimonia di lutto. Le persone sono state lasciate libere, naturalmente tranne le normali esigenze di ordine pubblico che ci sono sempre quando è presente un’autorità. C’è stato un servizio di protezione, come accade dappertutto, ma non è stato impedito alle persone di essere presenti e a nessuno è stato chiesto qualcosa. Fortunatamente non ci sono state contestazioni, e lo dico pensando soprattutto alla nostra comunità. Quel giorno non c’era bisogno di protestare: per noi il 24 agosto rappresenta una ferita enorme, un dolore che resta e che viviamo come un lutto collettivo. È una giornata dedicata al ricordo, al silenzio e alla sofferenza, che ognuno affronta a modo proprio. C’è chi sceglie di partecipare alle commemorazioni e chi, invece, non riesce a farlo proprio perché tornare in quei luoghi significa riaprire una ferita troppo grande”

Eppure c’è stato un momento particolarmente intenso che qualcuno ha messo in dubbio. Un familiare delle vittime si è avvicinato alla presidente Meloni. Cosa è successo?

“È stato tutto ordinatissimo. Forse qualcuno si aspettava che succedesse qualcosa, ma non era quello il momento. C’era poi quell’uomo ha perso il fratello nel terremoto e due nipoti, i figli del fratello. Ha avuto lutti enormi, è una persona molto provata e molto traumatizzata. Quando vede un’autorità, ha questo atteggiamento e vorrebbe avvicinarsi. Lo hanno fatto passare e ha fatto quel saluto. Io ero lì, attaccato. È stato molto commovente, ve lo garantisco. Giorgia (Meloni n.d.r.) si è commossa e mi ha detto: “Vado via, sennò mi viene da piangere”. Ma non c’è stato nulla di preparato. Qualcuno lo ha definito un figurante! “.

“È stata costruita una storia completamente fantastica, perché non esiste. Sfido chiunque a dimostrarmi il contrario. Mi stanno massacrando di telefonate e questa cosa è diventata ridicola”.

“Negli altri anni c’era sempre stata una certa comunicazione attorno alla fiaccolata, ma quest’anno è accaduto qualcosa che non ho apprezzato. I familiari delle vittime hanno sempre manifestato la volontà di vivere quel momento senza la presenza dei giornalisti e delle telecamere, ed è una richiesta che, per rispetto, abbiamo cercato di tutelare. Mi è stato invece segnalato il comportamento di un giornalista che ha effettuato delle riprese durante la fiaccolata e successivamente le ha pubblicate. Ritengo che, in una circostanza così delicata, non si possa prescindere dalla volontà dei familiari. È una questione di rispetto nei confronti di persone che, proprio in quella sera, stanno vivendo un momento di dolore molto particolare”.

Abbiamo riportato le parole del sindaco Cortellesi per fare chiarezza su una vicenda che ha suscitato discussioni e ricostruzioni diverse. Format Rieti, come sempre, resta a disposizione di tutte le parti interessate per eventuali repliche o precisazioni.

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ph E. Cairoli

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