È arrivato all’86° giorno di sciopero della fame con una richiesta precisa: l’istituzione di un fondo per i familiari delle vittime delle calamità naturali. Ieri, nel giorno del decennale del terremoto, Mario Sanna, ha avuto l’occasione di incontrare la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, arrivata ad Amatrice per le commemorazioni. Anche ieri, come in ogni anniversario dal terremoto, Mario Sanna ha indossato la maglietta con il volto di Filippo, il figlio morto a 22 anni sotto le macerie di Amatrice. Un’immagine diventata negli anni il simbolo della sua battaglia e del ricordo di suo figlio
L’incontro è avvenuto insieme ad altri familiari delle vittime e, come racconta lo stesso Sanna, lo spazio per parlare è stato inevitabilmente limitato. La stampa ha riferito di un colloquio durato pochi minuti, nel quale Sanna ha potuto accennare alle ragioni della sua protesta.
“Sebbene abbia potuto solo accennare le ragioni del mio sciopero della fame – racconta Sanna – ho strappato la promessa di un incontro a brevissimo per approfondire il tema del fondo per i familiari delle vittime di calamità”.
Una promessa che potrebbe cambiare il destino della protesta iniziata quasi tre mesi fa. “Una promessa reciproca che mi sta facendo riflettere sulla sospensione dello sciopero”, spiega Sanna.
La proposta, sostenuta anche da esponenti politici di diverso schieramento, punta a creare uno strumento stabile per quelle famiglie che, dopo una calamità, si trovano a dover affrontare non soltanto il dolore per la perdita dei propri cari, ma anche conseguenze economiche e giudiziarie che possono protrarsi per anni.
Ma nella giornata del decennale è emerso anche un secondo fronte sul quale Sanna vede finalmente uno spiraglio.
“C’è però anche un altro impegno da parte dell’assessore regionale Rinaldi per lavorare ad un provvedimento in favore di chi viveva in affitto ad Amatrice in pianta stabile per equipararli ai proprietari delle case e dar loro la possibilità di costruirne una propria”.
Una questione che riguarda una parte della popolazione colpita dal terremoto e che, secondo Sanna, potrebbe finalmente trovare una risposta normativa: “È un principio che finalmente è stato recepito e che può essere concretamente portato a termine”.
Ora la partita si sposta sugli impegni concreti. Sanna dovrà decidere se sospendere lo sciopero della fame, mentre attende che alla promessa dell’incontro con la presidente del Consiglio segua una data e, soprattutto, che alle parole facciano seguito provvedimenti.



