Un appuntamento dedicato alla memoria, alle radici e alle storie di emigrazione è in programma oggi, lunedì 17 agosto alle ore 17, presso il salone parrocchiale della Chiesa del Terminillo.
Protagonista dell’incontro sarà la professoressa Elena Tamburini, autrice del libro “Uno Stenterello emigrante – Storie di una famiglia pratese nel Nuovo Mondo”, pubblicato da Angelo Pontecorboli Editore, Firenze.
La presentazione sarà l’occasione per ripercorrere la vicenda di una famiglia pratese e il suo percorso verso il Nuovo Mondo, attraverso ricordi, documenti e testimonianze che raccontano una pagina della storia dell’emigrazione italiana.
Nove storie che, una dopo l’altra, con un linguaggio semplice, così come sono arrivate all’autrice, compongono il racconto intimo e corale di una famiglia di emigranti pratesi. Già impegnati in un settore tessile che, al di là delle fortune di alcuni fabbricanti, falcidia i piccoli proprietari, essi affrontano le molte e ardue prove dell’inserimento americano (1889). Su tutti, emergono le voci dei due fratelli Baldassino e Cordelia, partiti ancora fanciulli. Il primo aprirà con successo un ristorante e lo lancerà valendosi delle commedie di Stenterello da lui stesso interpretate e scritte: uno Stenterello ancor più terrorizzato e impotente di quello tradizionale, alle prese con la potente malavita di Chicago. La seconda riflette il punto di vista di una donna: una donna più forte rispetto ai modelli proposti dalla famiglia, che ne guida il precipitoso ritorno a Prato, dopo la precoce morte di spagnola dell’amatissimo fratello (1920). Una storia vera, documentata, oltre che dall’unica commedia rimasta, anche da una raccolta inedita di fotografie – significativi esempi delle prime istantanee americane – rimaste alla famiglia.
Alla fine, Stenterello è arrivato in America. Accompagnando gli emigranti, ha trovato anche là una sua ragion d’essere. Pauroso, sbruffone, pigro, all’occorrenza imbroglione, in una Chicago divenuta un “covo di ladri e di assassini” (come si dice nell’unica commedia rimasta) e dominata dai malviventi (Mano Nera e non solo) e dalle angherie dei poliziotti, Stenterello non può che ambire a diventar lui stesso un poliziotto, o una “guardia di poca sicurezza”, corrotto come gli altri. È una versione “americana” della popolare maschera fiorentina. L’attore-autore che ce l’ha lasciata è Baldassino Mazzoni, pratese, partito ancora fanciullo (1892) al seguito di un avventuroso padre-padrone e di tutta una famiglia di formazione patriarcale e religiosa, bruscamente trapiantata nel mondo Nuovo a causa delle difficoltà del settore tessile di Prato. Nove voci – nonni, genitori, zii, fratelli – filtrate attraverso il ricordo dell’ultima, quella di Cordelia, che raccontano le prove da essi affrontate e subite: non solo quelle concrete e durissime dell’inserimento, ma anche lo scontro con abitudini e valori profondamente diversi dai propri, le divisioni fra gli stessi emigranti e dietro, riafforante a tratti, un’acuta, insopprimibile nostalgia. E storie inquietanti e dolorose come la doppia vita di Vittorio, l’amore impossibile di Ausilia, lo strappo di due fratelli contro il padre. Solo la terza generazione, quella appunto di Baldassino e Cordelia, sembra liberarsi dai pesanti condizionamenti tradizionali, conquistando nel tempo, con la fatica e con l’ingegno, agiatezza e benessere. In realtà è un’illusione. La morte precoce, di spagnola (1920), dell’amatissimo Baldassino rende tutti improvvisamente consapevoli delle tante insidie e delle troppe fragilità di quel mondo appena conquistato e li spinge al precipitoso ritorno a Prato. Una storia vera, intima e corale, documentata, oltre che da quell’unica commedia, anche da una raccolta inedita di fotografie – significativi esempi delle prime istantanee americane – rimaste alla famiglia.
L’incontro, organizzato presso il salone parrocchiale della Chiesa del Terminillo, rappresenta anche un momento di approfondimento culturale inserito nel calendario degli appuntamenti estivi della montagna reatina.



