Tutti pazzi per il Terminillo: la grande fuga dal caldo mette a nudo i problemi

15/08/2026 | Attualità, Notizie in evidenza

Ferragosto è Ferragosto. E con temperature da bollino rosso che  hanno spinto in tanti a cercare refrigerio, sono state numerose le mete prese d’assalto in tutta la provincia. Ma in cima alla lista, ancora una volta, c’è stato il Terminillo.

La montagna reatina ha richiamato una quantità di persone che, a detta di molti, non si vedeva da tempo. Auto, camper e visitatori hanno iniziato a salire fin dalle prime ore della mattina, con rallentamenti e difficoltà a trovare parcheggio soprattutto nella zona dei Cinque Confini e lungo Pian de’ Valli dove era anche la mostra mercato di antiquariato, artigianato e modernariato ‘Vintage’ organizzata da CNA Rieti in collaborazione con Gedit.

“Pur essendo una grande frequentatrice della nostra montagna, non ricordavo un giorno simile – racconta una reatina –  Alle 8.30 eravamo già in fila, a passo molto rallentato, in direzione Cinque Confini e, una volta arrivati, non c’era un solo posto disponibile nel boschetto”.

Una giornata da tutto esaurito, pieni bar e ristoranti,  che ha però riportato al centro dell’attenzione una questione tutt’altro che nuova: quella dei servizi a disposizione di chi sceglie il Terminillo e della disperata ricerca di un bagno. “È incredibile che, nonostante fosse prevedibile l’arrivo di tantissima gente, non si fosse pensato ad aumentare i servizi, almeno con dei bagni chimici – fa eco Giulio – In quella zona c’era soltanto un bagno funzionante”.

Le immagini del grande esodo verso il Terminillo, alla ricerca di qualche grado in meno rispetto alla pianura, hanno iniziato a circolare già dalla mattina sui social. E, come spesso accade, insieme alle immagini è arrivato anche il dibattito. C’è chi si compiace del successo della montagna reatina e chi, invece, punta il dito sulle difficoltà organizzative.

Uno dei temi più discussi è quello dei camper, con alcuni automobilisti che contestano la loro presenza lungo i bordi della strada, sostenendo che gli spazi occupati sottraggano posti alle auto.

“Praticamente un accampamento. Provate a farlo in qualsiasi altro luogo di montagna turistico – si legge in uno dei commenti accompagnati da foto – Questi sono i Cinque Confini, ma per tutto Pian de’ Valli è così”.

Ma c’è anche chi invita a leggere la giornata da un’altra prospettiva. Il fatto che il Terminillo sia stato preso d’assalto, osservano in molti, dovrebbe essere prima di tutto una buona notizia: significa che la montagna continua ad avere una forte capacità attrattiva e che, soprattutto nelle giornate più calde, può rappresentare una destinazione naturale per migliaia di persone.

Il punto, però, è cosa accade dopo. Perché attirare visitatori attraverso la bellezza del paesaggio non basta se poi non si riesce a garantire un’accoglienza all’altezza delle aspettative.

Non sono le critiche, sostengono alcuni frequentatori abituali, a penalizzare il Terminillo. Al contrario, quando arrivano da chi la montagna la conosce, la frequenta e le vuole bene, possono rappresentare un’occasione per evidenziare ciò che non funziona e chiedere di migliorarlo.

In mezzo alle discussioni sulla viabilità, sui parcheggi e sui servizi, c’è però anche un’altra immagine del Ferragosto al Terminillo, più silenziosa e forse altrettanto significativa.

A raccontarla è Camperisti in Quota e Turismo all’aria aperta, associazione di promozione sociale. Oggi, nel giorno di Ferragosto, tanti fedeli e turisti si sono avvicinati alla piccola chiesetta per partecipare alla celebrazione presieduta dai Reverendi Padri del Terminillo.

“Un momento semplice ma davvero emozionante – raccontano – che ci fa sperare che questo luogo possa tornare ad essere sempre più un punto di riferimento per chi vive e frequenta il Terminillo”.

E proprio nel giorno in cui la montagna è stata letteralmente presa d’assalto, è arrivato anche un piccolo gesto di cura. È stata sistemata una panchina, realizzata completamente a mano e recuperata con cura, dedicata a San Giovanni Paolo II, con una delle sue frasi più celebri: “Non abbiate paura”.

La panchina si trova lungo l’anello, all’ingresso del parco che, spiegano dall’associazione, “piano piano sta prendendo forma e tornando a vivere”.

Un piccolo segnale, in una giornata che ha mostrato tutte le due facce del Terminillo: da una parte una montagna capace di attirare migliaia di persone e diventare rifugio dalla calura; dall’altra una destinazione che, proprio quando registra il suo successo, mette in evidenza la necessità di servizi, organizzazione e una gestione dell’accoglienza adeguata alle sue potenzialità.

Perché il vero successo turistico non è soltanto riuscire a portare gente in montagna. È fare in modo che quella gente, una volta tornata a casa, abbia voglia di raccontare un’esperienza positiva e di tornare.

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