Oltre duemila persone alla 54ª Rassegna Ovina e Festa della Transumanza di Rascino

3/08/2026 | Ambiente, Notizie in evidenza

Transumanza Rascino

Non è stata soltanto una festa. È stato un viaggio nella memoria collettiva dell’Appennino, un ritorno alle origini che ha saputo emozionare migliaia di persone. L’Altopiano di Rascino, domenica 2 agosto 2026, è tornato ad essere il cuore pulsante della civiltà pastorale con la 54ª Rassegna Ovina – Festa della Transumanza e Festa dei Pastori del Lazio, un evento che ogni anno rinnova il legame profondo tra uomo, montagna e tradizione.

Sin dalle prime ore del mattino, l’altopiano si è animato di visitatori, allevatori, espositori, famiglie e appassionati provenienti da tutto il Lazio e dalle regioni limitrofe. Oltre 2.000 presenze hanno trasformato Rascino in un luogo senza tempo, dove la modernità ha lasciato spazio alla storia e ai valori autentici della montagna.

Per un’intera giornata il tempo è sembrato fermarsi. Le greggi hanno ripercorso i pascoli come accade da secoli, i campanacci hanno scandito il ritmo della transumanza, mentre il profumo del formaggio, del pane e dei prodotti della tradizione ha accompagnato racconti di vita, sacrificio e appartenenza. È stato il racconto vivo di una cultura che continua a rappresentare una delle identità più profonde del territorio reatino.

La manifestazione ha preso il via alle ore 8.00 con l’arrivo del bestiame, il momento più atteso e suggestivo della giornata. Alle 9.00 hanno aperto gli stand gastronomici, autentica vetrina delle eccellenze agroalimentari locali, mentre alle 10.00 la rievocazione delle antiche pratiche agro-pastorali ha riportato in vita gesti e tradizioni tramandati di generazione in generazione.

Particolarmente significativa la cerimonia istituzionale delle ore 11.00, che ha visto la partecipazione di numerose autorità. A fare gli onori di casa sono stati i sindaci del Cicolano: Filippo Lucentini (Fiamignano), Gaetano Micaloni (Petrella Salto), Eliana Passacantando (Pescorocchiano), Armando Cipolloni (Marcetelli) e Mariano Calisse (Borgorose), che hanno accolto il Sindaco di Rieti Daniele Sinibaldi, il Sindaco di Belmonte in Sabina Danilo Imperatori, insieme al Ministro Francesco Lollobrigida, ai Senatori Marco Silvestroni e Giorgio Salvitti, agli Onorevoli Alessandro Palombi e Paolo Trancassini, a Sua Eccellenza il Prefetto di Rieti Pinuccia Niglio, al Commissario della Comunità Montana Salto-Cicolano Roberta Di Felice, ai Consiglieri regionali Eleonora Berni e Michele Nicolai, all’Assessore della Regione Lazio Manuela Rinaldi, oltre a numerose autorità civili, militari e religiose.

La loro presenza ha confermato il valore di una manifestazione che va ben oltre l’aspetto folkloristico: la Festa della Transumanza rappresenta oggi un simbolo della tutela delle aree interne, della valorizzazione dell’allevamento, della salvaguardia dell’ambiente e della difesa delle tradizioni che costituiscono il patrimonio culturale del nostro Paese.

La transumanza, riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, non è soltanto lo spostamento stagionale delle greggi tra pianura e montagna. È una storia millenaria fatta di uomini, animali, sentieri e sacrifici. È un sapere antico che ha costruito paesaggi, economie e comunità, lasciando un’eredità che ancora oggi continua a vivere grazie alla passione degli allevatori e delle popolazioni dell’Appennino.

Rascino, ancora una volta, ha dimostrato come il futuro delle aree interne passi anche dalla capacità di custodire la propria identità. Tra prati sconfinati, pascoli, antichi tratturi e il suono dei campanacci, la montagna ha ricordato a tutti che esiste un patrimonio che non può essere dimenticato.

Perché la transumanza non è soltanto il cammino delle greggi.

È il cammino della memoria.

È il respiro della montagna.

È il battito più autentico di una terra che continua a custodire le proprie radici e a trasmetterle alle nuove generazioni.

Finché sui pascoli dell’Altopiano di Rascino continueranno a risuonare i campanacci delle greggi, quella storia non sarà mai perduta.

Al termine della manifestazione, i Sindaci del Cicolano hanno espresso un sentito ringraziamento a tutti i partecipanti, agli allevatori, ai volontari, agli espositori, alle istituzioni e alle autorità intervenute per aver contribuito al successo della manifestazione e per aver dato ulteriore prestigio a una delle tradizioni più significative del territorio. Un arrivederci al prossimo anno, con l’impegno di continuare a custodire e valorizzare un patrimonio che appartiene all’intera comunità.

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