Negli occhi c’è ancora la tribuna Velino piena in ogni sessione di gara. Le maglie rosse dei volontari che si incamminano, ogni mattina, per dare il loro contributo in campo e fuori. Il via-vai di bus e navette. Gli Europei di Rieti si chiudono dopo aver superato 4 giorni di gara, molti altri di preparazione alle competizioni e mesi e mesi di call, organizzazione, preventivi, decisioni che hanno portato al prodotto che Rieti ha mostrato a tutta Europa e al mondo.
Dietro a questo lavoro c’è l’impegno di un team ampio, preparato, entusiasta, guidato da Eusebio Haliti, ex ostacolista azzurro, supervisore dell’evento e punta dell’iceberg di un gruppo di esperti della Federazione Italiana di Atletica Leggera e di validi collaboratori, non solo del territorio, capaci di portare al traguardo l’evento. “Gli Europei – spiega Haliti – si sono svolti in un impianto rivisto, riqualificato, non solo sull’aspetto scenografico ma soprattutto strutturale. Tante migliorie sul Guidobaldi, e tante attrezzature nuove. Gli atleti, qui, hanno potuto gareggiare con risultati importanti come record europei e primati dei campionati. Questo, più di qualunque altro complimento, certifica il nostro lavoro: sono arrivate le congratulazioni dai team e dalle federazioni di tutta Europa per come abbiamo gestito la rassegna. Non arrivano i complimenti se un atleta non è stato accolto bene, trasportato bene, non ha dormito bene. Insomma, se non è stato in condizione, sicuramente non arriva a queste prestazioni. Significa che ciò che c’era a monte ha funzionato. E Rieti si è fatta trovare pronta, dando il meglio di sé. Ha dato l’occasione agli atleti di esprimersi ad altissimi livelli e di farli divertire. Per questo non posso che ringraziare l’intero team e il presidente Riccardo Guerci”.
Nei corretti e moderni principi di organizzazione di un evento, non si pensa al “qui ed ora”; si pensa soprattutto a futuro, e a come un evento del genere possa tornare utile alla città, all’atletica italiana, a quel che verrà: “Rieti 2026, innanzitutto, lascia una eredità a livello strutturale – spiega – Ci sono stati miglioramenti importanti che rendono questo impianto adatto agli eventi internazionali. Campionati che durano giorni, non solo meeting che durano poche ore. E poi c’è l’aspetto delle attrezzature sportive e quello della formazione. Oltre 450 volontari, molti da Rieti, che hanno capito come funziona un evento internazionale. Non dovremo ri-formare più qualcuno se avremo qualche evento a Rieti, nel Lazio. Questa è la vera eredità e ricchezza”.
Sulla strada dopo il traguardo, c’è tanto, tantissimo. Lo sottolinea Haliti: “Tutto questo lavoro ci riporta al rilancio dell’atletica italiana, ci porta al livello di Roma 2024 e a un campionato europeo come quello della Capitale due anni fa che ha avuto apprezzamenti da più parti, ci porta a un Italia che sa organizzare a certi livelli, un Italia pronta ad accogliere qualsiasi sfida”.



